* INFORM *

INFORM - N. 194 - 15 ottobre 2001

OPINIONI

Il referendum confermativo approva le "Modifiche al titolo V della Parte 2ª della Costituzione"

ROMA - Con la vittoria del "Sì", conseguita nel referendum confermativo del 7 ottobre – vittoria alla quale abbiamo concorso e per la quale esprimiamo la più viva soddisfazione – il testo di legge costituzionale approvato nello scorso marzo a maggioranza assoluta dall’Ulivo, riforma ab imis o integra o abroga gli articoli del Titolo V della 2ª parte della Costituzione.

Le parti essenziali e più qualificanti della legge concernono:

  1. la statuizione che "Roma è la capitale della Repubblica" il cui ordinamento sarà disciplinato con "legge dello Stato";
  2. la statuizione che "i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni";
  3. la potestà legislativa esclusiva dello Stato nelle materie indicate dalla legge;
  4. la potestà legislativa concorrente delle Regioni su tutte le altre materie non espressamente riservate allo Stato;
  5. l'istituzionalizzazione del principio di "sussidiarietà" nazionale attraverso il "fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante";
  6. l'autonomia di entrata e di spesa dei Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni;
  7. l'abolizione dei controlli dello Stato sulle legislazioni regionali (salvo "nel caso di mancato rispetto della normativa comunitaria" ovvero per la "tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali e civili che devono essere garantiti in tutto il territorio nazionale");
  8. la partecipazione dei rappresentanti degli enti autonomi ai lavori delle Commissioni parlamentari per le questioni regionali;
  9. il vincolo costituzionale, per le Regioni, di "promuovere la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive";
  10. il riconoscimento della "autonoma iniziativa deicittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà".

La pur schematica elencazione delle materie sulle quali il Parlamento ha legiferato, consente di affermare e di sostenere che la riforma costituzionale approvata anche dal recente referendum, mentre attribuisce una più ampia autonomia ed una più larga potestà legislativa alle Regioni nonché maggiori poteri a Comuni, Province e Città metropolitane, preserva l'unità nazionale.

Vero è che la riforma – così come affermato e sostenuto dagli stessi proponenti – abbisogna di un ulteriore intervento del legislatore per il suo completamento. In ogni caso, questo intervento non deve in alcun modo stravolgere la volontà popolare che con il voto ha approvato i principi fondamentali della riforma.

Auspichiamo, quindi, che il legislatore proceda al completamento della riforma unicamente con l'istituzione del Senato federale e la modificazione della Corte Costituzionale. (Luisa Baldinetti Ortu-Inform)


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