* INFORM *

INFORM - N. 194 - 15 ottobre 2001

Dino Nardi (CGIE) - Tassa sul passaporto: "Forse si avvicina la fine di questo balzello borbonico"

ZURIGO - La tassa sul passaporto dei lavoratori emigrati italiani abbiamo già avuto modo di definirla come un balzello sul lavoro italiano all’estero. Un balzello che viene, tra l’altro, applicato ad personam secondo il luogo (nazione e singole rappresentanze diplomatico-consolari presenti in una stessa nazione) ed a seconda del funzionario che si trova allo sportello passaporti. Una questione che prude a tantissimi emigrati perché, essendo legata alle interpretazioni di una vecchissima legge, essa presta il fianco a ripetute critiche e malumori da parte dei cittadini italiani residenti all’estero. Da parte nostra abbiamo cercato di capirne di più di questo problema e di farvi porre rimedio fin dall’ormai lontano 1988 quando ponemmo la questione, per la prima volta, all’Ufficio Emigrazione dell’Ambasciata d’Italia a Berna. La spiegazione ci venne data ma il problema rimase insoluto, tanto che a fasi alterne è stato sempre rispolverato e risollevato nelle istanze competenti affinché vi si ponesse rimedio. Anche perché scoprimmo, con sorpresa, che quella vecchia norma veniva interpretata in modo ancor più restrittivo in Paesi di emigrazione come l’America latina, dove gran parte degli emigrati italiani hanno oltretutto grandi difficoltà a sbarcare il lunario, e dove la gratuità del rinnovo del passaporto italiano è addirittura condizionata unicamente dallo stato di indigenza certificato da un assistente sociale e non anche, come per esempio in Svizzera, per il solo fatto di essere emigrati che svolgono lavori manuali. Alcuni anni orsono sembrava che la questione fosse ad un passo dalla soluzione poiché in una legge finanziaria venne inserita, tra l’altro, anche una norma che prevedeva la gratuità del passaporto per tutti, poi non se ne fece niente perché lo Stato dovette recuperare un centinaio di miliardi per la missione italiana nella ex Jugoslavia. Stessa fine fece, nel 1999, una proposta di legge analoga presentata dal senatore Lauricella dei DS.

Adesso la questione è nuovamente d’attualità poiché pure questo Governo ha fatto sua la richiesta formulata da anni dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), e sostenuta con forza anche dalla Conferenza degli Italiani nel Mondo dello scorso anno, per una revisione completa della legge sul rilascio ed il rinnovo del passaporto. Infatti nella relazione del Governo al recente Comitato di presidenza del CGIE è stato comunicato che, a riguardo della materia passaporti, l’Amministrazione ha predisposto un nuovo disegno di legge che recepisce in parte il contenuto della proposta di legge presentata nella passata legislatura e poi decaduta. Tale nuova proposta, in sostanza, prevede che:

1) abrogazione della norma che prevede la necessità dell’autorizzazione del giudice tutelare nel caso di genitori residenti all’estero e nei casi di separazione, divorzio o filiazione naturale, purché l’altro genitore dia il suo assenso al rilascio del passaporto, nonché nei casi in cui la titolarità dell’esercizio esclusivo della potestà sia di un solo genitore (ad esempio perché l’altro è defunto);

2) abolizione del costo del libretto passaporto e della sua tassa annuale per tutti i cittadini italiani;

3) introduzione della validità decennale del passaporto eliminando la necessità del rinnovo quinquennale, con notevole vantaggio sia per il cittadino che per l’Amministrazione.

Ed a parere del governo tutte queste innovazioni sono destinate ad agevolare i connazionali concedendo loro nuovi benefici sia per quanto riguarda l’aspetto sociale sia sul piano economico. La legge, inoltre, se approvata, consentirebbe di ridurre in misura considerevole (come anche da parte nostra è stato sempre evidenziato) il carico di lavoro conseguente alle richieste di rinnovo di passaporto per gli Uffici consolari e le Questure.

Ovviamente il fatto che l’Amministrazione abbia predisposto questo disegno di legge, come del resto l’esperienza insegna, non significa assolutamente che il problema della tassa sul passaporto, e cioè che il balzello sul lavoro italiano all’estero, sia risolto! Pertanto è bene che tutti si stia allerta (associazioni, Comites e CGIE) e che chi può investa della questione i propri rappresentanti politici (specie se della maggioranza di governo) affinchè sostengano questo disegno di legge sino alla sua approvazione definitiva e, magari, facendolo inserire già nella Finanziaria 2002 in modo che ci sia la certezza che venga approvato ancora entro quest’anno e prima che se ne perda nuovamente le tracce negli archivi profondi del Parlamento. Altrimenti si rischierà che, tra qualche tempo, si dovrà rispolverare per l’ennesima volta il problema come la famosa fola dello stento che dura tanto tempo. (Dino Nardi*-Inform)

_______________

* Presidente Ital-Uil Svizzera, Presidente Commissione Sicurezza e Tutela Sociale del CGIE


Vai a: