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INFORM - N. 193 - 12 ottobre 2001

Le espulsioni dalla Germania approdano alla Corte di Giustizia

BRUXELLES - Si profila una svolta per le espulsioni da parte della Germania di cittadini dell’Unione Europea per motivi di ordine pubblico. L’annoso problema – approdato più volte nei lavori del CGIE su iniziativa dei consiglieri eletti in Germania ed oggetto di numerosi ordini del giorno all’indirizzo della Farnesina – sfiora per certi versi il sopruso per come è stato affrontato dai tedeschi. Tanto che l’Ambasciata italiana a Berlino si era vista costretta ad intervenire più volte per tutelare i diritti di numerosi cittadini italiani colpiti dalle misure di espulsione attuate dai tedeschi.

Con il passo fatto ora – adire la Corte di giustizia –, si può legittimamente sperare che la pesante situazione originata dalle espulsioni, possa trovare uno sbocco positivo. Il comunicato riportato di seguito, illustra dettagliatamente i termini della vicenda, che, come detto, provoca disagi indicibili soprattutto dove ne conseguono separazioni a livello familiare.

Rivolgendosi alla Corte di giustizia, la Commissione europea intende far dichiarare che la Germani ha violato le norme del diritto comunitario relative alle condizioni sostanziali e formali che uno Stato membro deve rispettare nell’espulsione di un cittadino dell’Unione per motivi di ordine pubblico. La Corte di giustizia, che ha avuto più volte occasione di pronunciarsi su questioni pregiudiziali relative alle restrizioni della libera circolazione delle persone per motivi di ordine pubblico, è chiamata per la prima volta a decidere su un ricorso per inadempimento in questa materia.

Inizialmente l’attenzione della Commissione su tali espulsioni è stata richiamata da petizioni trasmesse dal Parlamento europeo. Dette petizioni (oltre 80 allo stadio attuale del procedimento), così come le denunce dirette indirizzate alla Commissione, riguardano quasi esclusivamente provvedimenti di espulsione emanati dalle autorità amministrative del Land Baden-Württembergb nei confronti di cittadini italiani. Tali provvedimenti sono basati su motivi di ordine pubblico, in relazione a reati commessi dagli interessati.

Dopo aver esaminato con attenzione i provvedimenti di espulsione ed avere analizzato le risposte fornite dalla Germania alla lettera di ingiunzione e al parere motivato, la Commissione rimane convinta che in detti provvedimenti si configurano diverse violazioni, da parte della Germania, del trattato CE e del diritto derivato in materia di libera circolazione delle persone. L’inosservanza delle norme, che si riscontra tanto a livello legislativo che della pratica amministrativa, verte in particolare sulle condizioni sostanziali e formali che gli Stati membri sono tenuti a rispettare quando espellono un beneficiario del diritto comunitario in forza della direttiva 64/221. (Inform)


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