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INFORM - N. 191 - 10 ottobre 2001

Cinque giorni di cultura italiana a Reykjavik

REYKJAVIK - Una donazione di oltre 150 libri di narrativa e saggistica contemporanea destinati da parte del Ministero degli Affari Esteri alla Biblioteca Nazionale di Reykjavik, è stata presentata dall'Ambasciatore d'Italia Andrea G. Mochi Onory di Saluzzo in una cerimonia a Reykjavik. L'importanza del dono è stata sottolineata dalla presenza del Ministro della Cultura della Repubblica Islandese Björn Bjarnason, il quale ha voluto testimoniare al nostro Ambasciatore il vivo apprezzamento del suo Governo per l'importante contributo del nostro Ministero degli Esteri.

Folta la partecipazione degli italiani residenti nella lontana isola nordica. Essi formano infatti una comunità coraggiosa e attiva, ben integrata nel tessuto sociale e nella vita culturale islandesi. Tra i presenti, insegnanti di lingua italiana, traduttori da e per la nostra lingua, esponenti del mondo editoriale e giornalistico, scrittori e membri della collettività, per i quali i libri serviranno da utile strumento di divulgazione della nostra migliore letteratura. All'Ambasciatore, che ha ricordato il valore altamente simbolico dei libri, "dove stanno le idee, i sentimenti e le gioie di un'intera nazione", il grande scrittore islandese Thor Wilhjàlmssom, Presidente degli Scrittori locali e della nostra Dante Alighieri, che ha risposto con una frase assai semplice: "Quando l'Italia chiama, io ci sono sempre!"

Alla cerimonia hanno fatto da contorno una serie di giornate italiane: con una apprezzata lettura di alcune novelle del Decamerone, recentemente tradotto in Islandese, una rassegna di film di Antonioni, Avati, Taviani e Tornatore, e infine un concerto di canzoni classiche napoletane rielaborate in chiave jazz da un trio italo-islandese. (Inform)


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