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INFORM - N. 191 - 10 ottobre 2001

Conclusa la visita di Ciampi a Zagabria e in Istria: "la minoranza autoctona italiana preziosa per l'Italia ma anche per la Croazia"

ROMA - Con gli incontri a Fiume, Rovigno e Pola con la comunità italiana si è conclusa la visita di due giorni del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in Croazia. Per la prima volta un capo di Stato italiano si è recato in Istria e a Fiume, in terre un tempo italiane e "che rimangono nel cuore degli italiani", come Ciampi ha ricordato nell'incontro a Zagabria, il 9 ottobre, con il presidente croato Mesic.

"La minoranza autoctona italiana in Croazia possiede un'unicità e unitarietà culturale che la rende preziosa per l'Italia; è una realtà preziosa anche per la Croazia perché rappresenta un ponte fra cultura slava e cultura latina", ha pure affermato il Presidente della Repubblica italiana, aggiungendo: "La vicinanza e il retaggio storico uniscono i nostri due Paesi. Nello spirito d'amicizia che contraddistingue i nostri rapporti, confido che la Croazia rimuova dalla propria legislazione ogni residuo elemento che non sia coerente fin d'ora con i valori e le regole dell'Unione Europea di cui la Croazia aspira legittimamente a far parte".

Ciampi, accompagnato dal presidente Mesic, a Pola ha anche inaugurato la nuova Scuola media superiore italiana "Dante Alighieri", mentre a Rovigno ha visitato il Centro di ricerche storiche. (Inform)

Il discorso del Presidente Ciampi a Fiume durante l'incontro con la Comunità italiana

"Questa di oggi, sarà una giornata indimenticabile. E' la prima volta che un Presidente della Repubblica italiana viene a Fiume, così come è la prima volta che i Presidenti dei due Paesi incontrano congiuntamente i cittadini croati di origine italiana.

Insieme vogliamo toccare con mano, nei suoi aspetti quotidiani, il significato rofondo di un'Europa che, dalle sue mirabili diversità, trae ispirazione per avanzamenti unitari. Vogliamo toccare con mano i benefici arrecati all'Europa intera dall'esempio trainante dei valori della libertà, della democrazia, del rispetto della persona umana in cui si esprime l'identità dell'Unione Europea.

Pensavamo che nei nostri Paesi, dopo i travagli del secolo scorso, quei valori fossero diventati indistruttibili: sono stati invece oltraggiati negli orrendi attentati di New York e Washington. Ma non sono né saranno piegati. Non tollereremo che estremisti e terroristi mettano a repentaglio le conquiste politiche e civili di intere generazioni.

L'incontro con i connazionali del Quarnaro suscita in me un sentimento di familiarità, di affetto. Trae alimento dal vostro legame con l'Italia basato sulla memoria, sui valori, ma anche sulla preparazione ad un avvenire ispirato alla serenità, alla fiducia. Le mura di questo Liceo sono permeate della cultura italiana trasmessa di generazione in generazione. Al tempo stesso, questo istituto è simbolo di convivenza fra culture e nazionalità con radici diverse, punto di confluenza del mondo latino e di quello slavo.

Questa pluralità culturale arricchisce il ruolo della minoranza nella sacrosanta tutela della propria identità e nella capacità di stimolare il dialogo. Il passato non è rappresentato solo dai dolorosi anni '40 del secolo scorso, ma soprattutto dai secoli in cui l'Istria, la Dalmazia, il Quarnaro sono stati punto d'incontro e di mediazione. Se ripercorrerete le tappe lunghe della vostra storia, trarrete fiducia nella possibilità che l'ambiente mistilingue e multiculturale in cui vivete ridia vita a una collaborazione di straordinaria potenzialità economica e culturale.

L'Accordo di Associazione con l'Unione, che sarà firmato tra pochi giorni a Lussemburgo, costituisce uno snodo fondamentale per la Croazia e per il suo futuro. Il mare che lambisce Fiume è un elemento di unione. Ve lo dico con convinzione perché sono nato in una città di mare, ricettiva nei secoli degli apporti di altre culture. Italia e Croazia hanno il dovere di esercitare congiuntamente le proprie responsabilità in Adriatico, potenziando la collaborazione nell'economia, nel turismo, nell'ambiente, nella scienza, nella lotta alla criminalità organizzata.

La Croazia è a ridosso di una regione inquieta, i Balcani, ove occorre operare per rafforzare condizioni di convivenza e di stabilità. L'Italia vi è impegnata da anni con una ampia forza di pace, la seconda, dopo quella degli Stati Uniti, ed uno dei principali contributori del Patto di Stabilità.

Cari studenti, il ricordo dei grandi italiani che avevano le loro radici in queste terre, da Nicolò Tommaseo a Leo Valiani, da Giuseppe Tartini a Fulvio Tomizza - senza dimenticare l'eroico esempio di Giovanni Palatucci, che di Fiume è stato un figlio adottivo - deve farvi sentire fieri del vostro retaggio.

La cultura italiana è un faro per l'Occidente. E' sinonimo di libertà, di pensiero anticipatore, di vivacità intellettuale. L'impegno dell'Italia, della Croazia, di tutte le istituzioni della minoranza può creare solide condizioni di convivenza, culturale e economico, per le nuove generazioni. La convivenza tra le culture è un aspetto essenziale dell'Europa che stiamo costruendo: essa esprime la volontà di respingere gli egoismi, di trarre ispirazione dalla nostra civiltà umanistica e cristiana, di diffondere i valori europei. Operando insieme, i croati di cultura italiana e di cultura slava daranno un contributo importante al progresso della vostra città, del vostro Paese in Europa.

Vorrei concludere con un invito. Negli ultimi due anni, più di 40.000 tra studenti ed insegnanti hanno visitato il Palazzo del Quirinale provenienti da tutte le città d'Italia: mi auguro che anche voi possiate, presto, effettuare una visita alla Presidenza della Repubblica Italiana, insieme ai vostri compagni di lingua e cultura croata, e portare con voi testimonianze del vostro retaggio culturale che gli studenti italiani saranno felici di conoscere.

Il calore e l'affetto della vostra accoglienza mi ha commosso; l'emozione di questo nostro incontro non mi lascerà mai. Accingetevi a vivere la vostra gioventù, la vostra vita come futuri cittadini europei, consapevoli degli ideali, che furono propri del Risorgimento italiano, di cui l'Europa è diventata portatrice e che esprimono il nostro anelito di civiltà e di fratellanza". (Inform)


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