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INFORM - N. 188 - 5 ottobre 2001

Esposta dall'Assessore Zanon la posizione del Veneto sul disegno di legge governativo in materia di immigrazione

VENEZIA - Disegno di legge Bossi-Fini sull’immigrazione: la Regione Veneto condivide il principio ispiratore del provvedimento e la sua impostazione generale; si sollecita però una maggiore e più puntuale definizione del ruolo e delle funzioni delle Regioni, visto che, in passato, tale materia è stata trattata in modo assolutamente inadeguato, assemblando in modo confuso a livello centrale le varie istanze, ignorando la funzione che le Regioni avrebbero potuto avere in termini di coordinamento e di gestione organica del fenomeno.

Questa, in sintesi, la posizione della Regione Veneto espressa a Roma, dall’Assessore regionale ai Flussi migratori Raffaele Zanon, intervenuto alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni alla vigilia della riunione della Conferenza unificata Stato-Regioni-Città.

L’Assessore Zanon ha riferito ai Presidenti che la Regione Veneto "condivide il principio ispiratore del provvedimento, individuato nella necessità di condizionare la possibilità di ingresso e di permanenza sul territorio nazionale dello straniero all’effettivo svolgimento di un’attività lavorativa sicura e lecita, garantendo in tali adeguate condizioni di lavoro e di alloggio.

Nel disegno di legge - ha spiegato Zanon - trovano conferma le linee adottate dal Veneto nella predisposizione della propria programmazione triennale. Le iniziative vanno rivolte all’inserimento socio-lavorativo degli extracomunitari regolarmente immigrati, segnando una linea di demarcazione netta tra l’immigrazione regolare e quella clandestina. Va conseguentemente contrastata con la massima intransigenza l’immigrazione clandestina - ha aggiunto l’esponente veneto - garantendo effettivamente le espulsioni, che non possono tradursi, come avveniva nel recente passato, in una mera consegna del foglio di via sistematicamente ignorato, ma devono concretizzarsi in materiali accompagnamenti del clandestino fuori dai confini nazionali". In questo senso, secondo Zanon, l’articolo 11 del disegno di legge, rendendo regola l’accompagnamento coatto ed eccezionale la semplice intimazione, pare possa porre rimedio alle "evidenti insufficienze della legge Turco-Napolitano, che non è riuscita nell’intento né di garantire l’inserimento degli immigrati, né, tantomeno, di evitare l’espandersi in modo esponenziale del fenomeno della clandestinità".

Particolare rilevanza, a detta di Zanon, riveste l’articolo 3, relativo alle politiche migratorie e quindi alla determinazione delle quote massime di stranieri da ammettere nel territorio nazionale. "E’ evidente infatti - ha affermato ancora - che gli interventi in materia di immigrazione non partono dal presupposto di un precostituito diritto all’accoglienza, ma dall’attenta valutazione e dalla conoscenza delle esigenze e delle reali capacità di assorbimento del contesto socio-lavorativo territoriale". L’Assessore veneto ha, in fine, raccomandato particolare attenzione alla definizione del raccordo tra il contratto di soggiorno e il permesso di soggiorno di cui all’articolo 4 del disegno di legge, nonché alle condizioni che regolano l’accesso all’alloggio. (Inform)


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