* INFORM *

INFORM - N. 188 - 5 ottobre 2001

Il presidente della Provincia autonoma ha visitato la Comunità islamica del Trentino

Dellai: "Condanna netta e totale del terrorismo e secco no all’inimicizia con il mondo islamico"

TRENTO - "Sono qui per ribadire che la condanna per quanto successo negli Stati Uniti è una condanna netta, totale, che non può trovare giustificazione alcuna. Non ci sono "se", non ci sono "ma". La condanna per quelli che sono atti di criminalità deve essere ferma, decisa. Ma sono qui, tra voi, anche per dire che dobbiamo rifiutarci di trasformare i fatti dell’11 settembre in elementi di inimicizia con il mondo islamico. Sarebbe un tradimento della storia stessa dei trentini, popolo che ha conosciuto come voi la fatica del cercare lavoro e dignità in terra straniera, se da quei fatti nascessero sentimenti di ostilità". Con queste parole il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, ha iniziato il suo saluto alla comunità islamica del Trentino. Lo ha fatto venerdì 5 ottobre nella sede dell’Associazione della comunità islamica del Trentino Alto Adige, sezione di Trento, in via San Pio X, dove ha voluto portare una sincera e cordiale testimonianza di amicizia. Ad attenderlo centinaia di cittadini di fede islamica, da anni ospiti del Trentino (molti di loro sono ormai italiani a tutti gli effetti).

Il saluto della Comunità islamica è toccato al presidente, Aboulkhair Breigheche. "Grazie, presidente Dellai – ha detto – è un gesto significativo e che apprezziamo, il suo. La nostra associazione è nata nel 1990, svolge un ruolo importante, anche per i trentini, io credo. Se ci si conosce di più e meglio, tutti ne traggono giovamento. Possiamo ben dire che in generale noi ci troviamo bene in Trentino. Certo, c’è ancora strada da fare, ma vogliamo farla in pace con tutti".

Poi, l’intervento di Lorenzo Dellai. "La vostra presenza qui è una realtà che accompagna ormai da anni il Trentino. Ce ne accorgiamo ad ogni inizio di anno scolastico, quando le cifre sulle presenza di bambini di fede islamica segnano una crescita. Voi siete una componente fondamentale della vita economica e sociale, una realtà da conoscere. Ma siete, soprattutto, una componente del tessuto sociale. Proprio per questo la mia visita non può avere un carattere solo ordinario. Perché l’11 settembre è una data terribile ed importante nella storia dell’umanità, ma anche nei piccoli rapporti quotidiani che segnano la vita di una comunità. Quei fatti hanno fortemente colpito i trentini. C’è grande incertezza su quello che potrà accadere e la paura del futuro può alimentare germi di inimicizia".

"Spetta allora a chi amministra, a chi rappresenta una comunità – ha proseguito il presidente della Provincia autonoma – esprimere parole ferme, di riferimento. Allora dico di evitare la trappola del pregiudizio, dico no al terrorismo e dico no all’inimicizia o all’associazione tra l’Islam e il terrorismo. Questi punti fermi ci consentono di riprendere il confronto tra culture diverse. Io sono orgoglioso di fare parte di un Trentino che cerca il confronto e sono orgoglioso, come cattolico, di fare parte di una Diocesi più che mai attenta al confronto tra fedi e religioni. C’è, nella storia della nostra terra, nel carattere della sua gente, una grande attenzione alla diversità: questa è la strada da seguire, tocca a noi rassicurare".

Quindi il presidente Dellai si è rivolto direttamente alle decine e decine di cittadini di fede islamica che lo stavano ad ascoltare: "Siamo tutti carichi di responsabilità, in questo momento. Allora noi mettiamo in campo amicizia e solidarietà. Chiedo anche alla vostra comunità di essere in pace, qui, anche con le parole, ovunque vi troviate e non solo nei confronti ufficiali. Quando sento che ci sono frange che incitano alla guerra santa io mi ribello. Certo, anche la Chiesa, nei secoli passati, ha commesso errori. Ma il Papa ha chiesto scusa al mondo. Io credo nei luoghi della religione e della riflessione. Non la guerra, ma la pace e la tolleranza sono la soluzione. Aiutateci anche voi. Sappiate fare tesoro di quei valori della libertà e della dignità che sono fondamento della Costituzione italiana: riguardano anche voi. Il Trentino deve essere un laboratorio positivo: non è facile, ma è possibile. Partiamo da esperienze positive fatte in questi anni, per fortuna".

Nel concludere la sua visita – tra gli applausi al presidente della Provincia autonoma di Trento è stato donato un quadro dipinto da una ragazza della Comunità islamica trentina, quadro che raffigura il Palazzo dei potenti di Damasco – Lorenzo Dellai ha voluto sottolineare con forza un ultimo concetto: "Guai a chi giustificasse il terrorismo con l’ingiustizia che certamente esiste nel mondo. Bin Laden è un criminale e basta. Semmai questi giorni ci facciano capire la necessità della politica quale strumento indispensabile per i diritti di tutti. Eserciti e mercato non possono diventare gli arbitri unici del destino dell’umanità. Tocca alla politica, strumento nobile ed elevato, tornare a giocare un ruolo decisivo". (c.m.–Inform)


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