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INFORM - N. 188 - 5 ottobre 2001

"Abitare la solidarietà": Meeting del volontariato romano organizzato dalla Caritas diocesana

ROMA - Con un ricordo delle vittime e dell’opera dei volontari che ancora lavorano tra le macerie di New York si è aperto il Meeting del volontariato romano "Abitare la solidarietà" organizzato dalla Caritas diocesana di Roma

"Nei giorni dei tragici eventi, gli Stati Uniti e con loro il mondo intero, hanno avuto la forza di reagire, hanno ritrovato la speranza nel domani. E questo grazie all’opera e al lavoro di migliaia di volontari, che fin dai primi momenti sono stati, più delle stesse istituzioni, lo spirito di rinascita di New York. All’apertura di questo meeting del volontariato romano, in questi giorni difficili, il nostro pensiero e le nostre preghiere non possono non essere indirizzati a coloro che ancora scavano tra le macerie, assistono i parenti delle vittime e si fanno portatori di un messaggio di pace e di accettazione dei diversi, siano essi stranieri o persone di differenti culture e religioni". Così mons. Guerino Di Tora, direttore della Caritas diocesana di Roma, ha aperto il Meeting del volontariato romano "Abitare la solidarietà", presso l’Università Gregoriana a Roma.

La manifestazione, organizzata dalla Caritas in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio, la Comunità di Capodarco ed il Volontariato Vincenziano, ha dedicato il primo giorno alla riflessione sul ruolo del volontariato e sui futuri scenari che lo aspettano. Oltre a Di Tora, direttore della Caritas, sono intervenuti mons. Cesare Nosiglia, Vicegerente della diocesi di Roma, il prof. Giuseppe De Rita, segretario generale del Censis e il prof. Mario Pollo, dell’Università Salesiana.

"Negli ultimi anni è cambiato lo scenario in cui si muove il volontariato: è diminuito l’intervento pubblico nelle politiche del welfare, si è creata una nuova realtà che lavora in regime di mercato, il cosiddetto terzo settore e sono sorti nuovi bisogni che però non possono essere quantificati ed individuati nel mercato". Così il prof. Giuseppe De Rita ha parlato dei cambiamenti che attraversano il mondo del volontariato, auspicando anche che "il volontariato come tale, non legato cioè a forme di mercato, sia maggiormente valorizzato. Perché è il mondo più vicino ai nuovi bisogni, che sa arruolare forze ‘fresche’, è il mondo in cui il rapporto con l’altro è al primo posto ed è il mondo che più si lega al territorio ed alle singole comunità".

Il prof. Mario Pollo ha invece messo l’accento sulla condivisione, uno degli aspetti che caratterizzano la vocazione dei volontari. "Infatti il volontario è cosciente che può poco per risolvere i problemi della sofferenza e dell’ingiustizia. Quindi il suo operato deve tendere a condividere, cioè a partecipare alle sofferenze ed alla vita dell’altro, in ogni istante della sua esistenza: al lavoro, nel tempo libero, nella vita familiare, in politica, nelle associazioni. Insomma il volontariato come stile di vita". (Inform)


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