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INFORM - N. 186 - 3 ottobre 2001

Commercio estero: l’Italia più forte nei mercati trainanti e del futuro

ROMA - "I dati diffusi dall’Istat, relativamente alla bilancia commerciale del mese di agosto - ha commentato il vice ministro per le Attività Produttive Urso - denotano una costante crescita delle esportazioni italiane verso l’Est europeo, come effetto dell’intensificarsi di un processo di integrazione economica, preludio del prossimo allargamento dell’Unione europea. Ugualmente confortante - ha proseguito Urso - è l’espansione molto vivace che si è registrata anche in Cina, soprattutto nell’ottica di un pronto ingresso del gigante asiatico nel Wto, e nei Paesi petroliferi, il cui potere d’acquisto è stato accresciuto dai recenti rincari del greggio.

Se poi si prende in esame l’intero periodo gennaio/agosto, la dinamica delle esportazioni italiane appare ancora molto sostenuta e tendenzialmente superiore a quella del commercio mondiale, rivelando un recupero di quote di mercato rispetto all’anno scorso. Valutazioni più precise sono possibili soltanto per il primo semestre, a proposito del quale i dati di contabilità nazionale mostrano che il tasso di crescita delle esportazioni di beni e servizi dell’Italia è stato superiore a quello di tutti gli altri principali Paesi industriali.

Non dobbiamo altresì dimenticare - ha proseguito Urso - le cadute rilevanti che sono state registrate nel continente americano e in alcuni mercati dell’Estremo Oriente, dove persiste la stagnazione dell’economia giapponese e si manifestano più intensamente le ripercussioni commerciali del rallentamento statunitense. Ciò rischia di accentuarsi oggi alla luce del dramma americano e delle prevedibili ripercussioni belliche. Sarà importante che il nostro Paese mantenga in questa fase un elevato coordinamento con gli operatori al fine di arginare eventuali ulteriori decrementi su questi ultimi mercati ed operi per il consolidamento delle quote meritoriamente acquisite nelle economie emergenti. Proprio per questo, consapevoli delle opportunità ma anche dei rischi che i nuovi eventi mondiali potrebbero portare in alcuni settori ed in alcune aree maggiormente coinvolti, abbiamo chiesto che nella legge finanziaria fossero preservati e rafforzati gli stanziamenti relativi all’internazionalizzazione; nel contempo stiamo predisponendo una revisione straordinaria del piano promozionale dell’Ice 2002 che tenga necessariamente conto delle mutate condizioni internazionali all’indomani dell’11 settembre per meglio sostenere le esportazioni nei settori e nelle aree in crisi".(Inform)


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