* INFORM *

INFORM - N. 186 - 3 ottobre 2001

RASSEGNA STAMPA

Corriere della Sera, 3 ottobre 2001

Casini e Tremaglia a St. Patrick. La Ricciarelli canta l’Ave Maria per le vittime. New York, commozione alla messa italiana.

NEW YORK - Per una sera le navate neogotiche della cattedrale di St. Patrick sulla Quinta Avenue, gremite di una folla commossa riunita in preghiera per commemorare le vittime della strage delle Torri gemelle, hanno parlato italiano. Alla fine della Messa officiata sotto la bandiera a stelle e strisce e il tricolore, dopo i discorsi punteggiati dagli applausi, la congregazione intona l’Inno di Mameli e lo Star Spangled Banner, l’inno nazionale americano. E molta gente piange.

C’è commozione quando il ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, ricorda che il sangue versato nel massacro dell’11 settembre avvicina più che mai le due nazioni. E non solo perché molti sono i morti di passaporto o di origine italiana. Un altro motivo di partecipazione a un lutto che è comune a entrambe le nazioni nasce dalla consapevolezza che all’America, che ha appoggiato la ricostruzione dell’Italia democratica e ne ha garantito la difesa con la Nato, l’Italia è debitrice in gran parte della propria libertà.

Quanto al corpo dei pompieri di New York, Tremaglia li definisce "eroici", proponendoli per il premio Nobel per la pace, e annuncia il conferimento della medaglia d’oro al comandante dei vigili del fuoco newyorchesi Daniel Nigro. Nella chiesa esplodono gli applausi.

In prima fila, accanto al sindaco di New York Rudy Giuliani (basta pronunciare il suo nome all’interno di un discorso per scatenare un’ovazione) ci sono i parenti di Rocco Nino Gargano, uno dei pochi, tra le migliaia di vittime, che è stato possibile identificare. Delle altre i congiunti vestiti a lutto nei primi banchi della chiesa espongono il ritratto, come facevano in Argentina le madri dei desaparecidos. A loro, oltre che ai pompieri, è dedicata questa Messa: sono i desaparecidos del terrore.

Officia nella cattedrale gremita il nunzio apostolico alle Nazioni Unite, arcivescovo Renato Martino. Katia Ricciarelli intona l’"Ave Maria" di Schubert. Accanto ai nostri connazionali, che nell’area di New York sono oltre 40.000 (senza contare gli italoamericani), ci sono il presidente della Camera Pierferdinando Casini, Lamberto Dini e Alfredo Biondi, vicepresidenti rispettivamente del Senato e della Camera, e Gustavo Selva, presidente della Commissione esteri della Camera.

Ma in questo rito religioso le autorità sono soltanto testimoni. Come è giusto. (Renzo Cianfanelli)

La Repubblica, 3 ottobre 2001

Veltroni, viaggio a New York. Incontrerà il sindaco Rudolph Giuliani e la comunità italoamericana.

New York chiama, Roma risponde. Domenica prossima, Walter Veltroni volerà negli States per un viaggio di tre giorni nella città sconvolta dagli attacchi terroristici. Il sindaco si incontrerà con Rudolph Giuliani, primo cittadino della Grande Mela, vedrà le associazioni di italoamericani, parteciperà a una messa per ricordare le vittime degli attentati nella cattedrale di San Patrizio. Sarà il suggello di un rapporto che ha intrecciato i destini delle due città grazie al gemellaggio tra la Quinta Avenue e via Veneto.

Nella città colpita dal terrorismo, è stata apprezzata la proposta di Veltroni, che ha chiesto alle città interessate alla organizzazione dei Giochi del 2012, di fare un passo indietro nel caso in cui si candidi anche la Grande Mela. La visita del sindaco di Roma coinciderà col viaggio del premier Berlusconi negli States. Partirà per New York anche una delegazione del consiglio comunale formata dal presidente di Roma capitale, Luca Nitiffi, e da Gaetano Rizzo di Forza Italia, che riferiranno del conto corrente (50.000/50) aperto presso la Banca di Roma per le vittime degli attentati. Sono già stati raccolti 250 milioni che, saranno consegnati a Natale al sindaco di New York da Veltroni e Berlusconi


Vai a: