* INFORM *

INFORM - N. 185 - 2 ottobre 2001

L'Ambasciatore dell'Eritrea invitato a lasciare l'Italia

ROMA - L’ambasciatore dello Stato di Eritrea a Roma, Tseggai Mogos, è stato convocato alla Farnesina e invitato a lasciare l’Italia entro 72 ore. La misura è stata adottata a seguito di un analogo provvedimento deciso venerdì 28 settembre dalle autorità eritree nei confronti dell’ambasciatore d’Italia ad Asmara, Antonio Bandini, il quale ha lasciato l’Eritrea nelle prime ore del 2 ottobre.

Il provvedimento eritreo era stato comunicato all’ambasciatore Bandini poche ore dopo che egli, nella sua qualità di rappresentante della Presidenza dell’Unione Europea all’Asmara, insieme con gli altri capi missione comunitari residenti in Eritrea, sulla base di istruzioni concordate in ambito UE, aveva effettuato un passo presso il ministro degli Esteri eritreo, Abdella, per esprimere la viva preoccupazione dell’Unione Europea per l’arresto di undici eminenti personalità eritree e per la chiusura di organi di informazione indipendenti.

Questa decisione delle autorità di Asmara aveva fatto oggetto negli ultimi giorni anche di passi di protesta dei Paesi dell’Unione Europea con i rispettivi ambasciatori di Eritrea. A nome dell’Unione Europea la Presidenza belga ha diramato la seguente dichiarazione:

"L’Unione Europea deplora la decisione del Governo eritreo di dichiarare persona non grata S.E. Antonio Bandini, ambasciatore d’Italia in Eritrea e rappresentante della Presidenza dell’Unione Europea in Asmara. L’Unione Europea rileva come tale decisione sia stata notificata soltanto poche ore dopo che era stato compiuto un passo da parte di tutti gli ambasciatori dell’Unione Europea residenti ad Asmara per esprimere la più seria preoccupazione per i recenti avvenimenti in Eritrea che hanno condotto all’arresto di un certo numero di eminenti personalità che chiedevano riforme democratiche e alla soppressione della stampa indipendente. Nello stesso passo l’Unione Europea aveva sottolineato come i succitati avvenimenti fossero in contraddizione con la dichiarata politica del Governo eritreo e con gli impegni presi in favore della democrazia, dello stato di diritto, dei diritti umani e del buon governo.

L’Unione Europea sottolinea che l’espulsione del rappresentante della Presidenza dell’Unione europea compromette seriamente le relazioni dell’Unione con l’Eritrea e comporta una revisione di tali relazioni anche alla luce dell’Accordo di Cotonou. L’Unione Europea conferma il proprio impegno a sostenere lo sviluppo dell’Eritrea, così come la pace, la stabilità e la cooperazione nella regione.

L’Unione Europea sottolinea che fattori essenziali per lo sviluppo sono la costituzione di istituzioni democratiche, lo stato di diritto, il rispetto dei diritti umani, la libertà di stampa e la crescita di una forte società civile." (Inform)


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