* INFORM *

INFORM - N. 183 - 28 settembre 2001

Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil - Un secco no a qualsiasi forma di condono parziale per gli indebiti INPS

I sindacati dei pensionati chiedono al governo una sanatoria generalizzata e nuove regole per il futuro

ROMA - Le organizzazioni sindacali dei pensionati di CGIL, CISL e UIL ribadiscono con forza la richiesta di una sanatoria generale per gli indebiti INPS con riferimento alla campagna di raccolta dei dati reddituali rilevanti ai fini dell’erogazione di prestazioni previdenziali e assistenziali. SPI, FNP e UILP chiedono inoltre che la sanatoria sia generalizzata e cioè estesa a tutti i pensionati interessati.

E’ questa, dunque, la ferma risposta dei tre sindacati dei pensionati alle voci che circolano in questi giorni che darebbero il governo orientato verso una sanatoria che interesserebbe soltanto quei pensionati che si trovano al di sotto di un determinato limite di reddito annuo, si parla di 16 o 19 milioni di lire, mentre per gli altri si procederebbe ad un recupero da parte dell’INPS delle somme indebitamente percepite sia pure con forme di rateizzazione molto diluite nel tempo.

Se passasse una soluzione simile, proseguono i sindacati di SPI, FNP e UILP, non solo si verrebbe a determinare una situazione di profonda ingiustizia - venendo i pensionati a pagare per l'inadempienza dell’Istituto nel verificare, come prevede la legge, anno per anno le dichiarazioni reddituali - ma si finirebbe anche col gravare ancor di più l’INPS che si troverebbe costretto a procedere ad una lavorazione differenziata e specifica di tutte quelle pensioni che saranno fatte oggetto di un simile intervento. Per non parlare poi dell’enorme contenzioso che una soluzione del genere potrebbe alimentare, con le intuibili conseguenze su un sistema giudiziario già profondamente in crisi.

Sono queste dunque le ragioni per cui SPI, FNP e UILP vogliono che il governo vari una sanatoria di tipo generale che chiuda i conti col passato e ponga fine, una volta per tutte, a questo circolo vizioso. E’ comunque fuori dubbio che, quale sia il mezzo che si potrà scegliere, senza il supporto di adeguate modifiche legislative non si potrà evitare il ripetersi della medesima situazione anche per il futuro. Queste modifiche, per le quali le Organizzazioni sindacali hanno già elaborazioni e proposte, devono riguardare innanzitutto: il riordino e l’omogeneizzazione dei limiti reddituali e dei redditi presi a riferimento; la semplificazione delle procedure di accertamento.

Tali misure appaiono tanto più necessarie ed urgenti se si considera che quanto è accaduto per gli indebiti dell’INPS potrebbe, allo stesso modo, ripetersi per altri Enti previdenziali una volta che avranno messo a punto un programma specifico di verifica reddituale dei trattamenti pensionistici collegati ai redditi. (Inform)


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