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INFORM - N. 183 - 28 settembre 2001

Il Presidente della Toscana Martini agli ambasciatori dei paesi arabi: "La pace si costruisce con il dialogo, l'Islam va rispettato"

FIRENZE - "La pace si costruisce non con l'assimilazione, ma con il dialogo e la convivenza tra le culture. Al contrario la logica della conquista produce inevitabilmente la guerra e il conflitto". E' questa la convinzione che il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, ha voluto esprimere in una lettera agli ambasciatori in Italia di Algeria, Marocco, Tunisia, Iraq, Libia e Palestina, paesi con cui la Regione Toscana ha da tempo avviato progetti di cooperazione, "frutto di un rapporto di partenariato che nasce dalla comune convinzione che il Mediterraneo è mare di pace, una pace costruita grazie alla collaborazione tra la riva Nord e quella Sud".

Il presidente della Regione Toscana ha inteso così ribadire le ragioni del dialogo, sottolineando l'importanza della cooperazione, proprio in questa situazione. "Oggi - si legge nel suo messaggio agli ambasciatori - di fronte al rischio che nei paesi occidentali, all'interno di alcune fasce di opinione pubblica, si possa diffondere un sentimento anti Islam e che si possa determinare un peggioramento dei rapporti tra i vostri paesi e quelli dell'occidente, voglio confermare non solo l'impegno della Regione Toscana per la realizzazione dei progetti di cooperazione già avviati e decisi, ma anche la nostra volontà di potenziare interventi e aiuti con la convinzione che solo così si aiuta la pace e lo sviluppo".

"Il Mediterraneo - rileva ancora Martini - è mare di cooperazione, perché è il luogo del dialogo e della coabitazione di diverse tradizioni culturali e spirituali, che non cercano lo scontro di civiltà ma l'incontro, per servire alle donne e agli uomini di questo tempo, in particolare quelli provati dalla povertà e dalla guerra". (Inform)


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