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INFORM - N. 182 - 27 settembre 2001

Gli italiani, gli Stati Uniti ed il terrorismo

Sondaggio nazionale di PeopleSWG per il settimanale "Famiglia Cristiana"

ROMA - Solidali con l'America ferita, gli italiani attendono i primi segnali di una guerra annunciata, ma invitano alla prudenza. Se i 3/4 della popolazione si dichiarano d'accordo con l'inflessibile accusa statunitense a Bin Laden ed il 61% ammette un'azione di forza guidata dagli USA, tuttavia un italiano su due segnala l'opportunità di una via "non militare" di condanna e sanzione dei paesi ritenuti fiancheggiatori del terrorismo.

Questa l'opinione del Paese fotografata da un'indagine dell'Istituto di ricerche PeopleSWG per il settimanale "Famiglia Cristiana". Gli italiani si rivelano uniti nella condanna dell'inaudita violenza terroristica che ha colpito gli Stati Uniti e solo 1/7 del campione intervistato non concorda con la caccia americana a Bin Laden per il timore degli esiti che potrebbe produrre o, in misura minore, ritenendola non supportata da prove inconfutabili.

Vista la gravità degli episodi terroristici e la violenza del loro impatto emotivo, gli italiani non rivelano margini di antiamericanismo, quanto la consapevolezza che il sistema democratico vada difeso, allineandosi in prevalenza con le posizioni espresse da Giovanni Paolo II di solidarietà alla popolazione americana e di netta condanna del terrorismo, da gestire però con discernimento e prudenza.

Se la maggioranza degli intervistati ritiene giustificato anche l'uso della forza da parte degli Stati Uniti, all'interno del campione si colgono differenziazioni di schieramento. Meno propensi della media a giustificare la reazione militare sono le donne, coloro che si collocano politicamente a centro-sinistra e a sinistra e gli intervistati più anziani i quali, fra l'altro, ritengono, in modo superiore rispetto al dato medio, che l'Italia non debba schierarsi in caso di guerra.

Un diretto schieramento dell'esercito italiano in guerra è del resto sostenuto solo dal 6,5% degli intervistati. Nell'opinione pubblica italiana prevalente è invece il supporto ad azioni politico-diplomatiche o, in misura minore, all'ipotesi che il Paese fornisca appoggio logistico alle azioni americane e impegni propri reparti, purché non in prima linea.

Particolarmente interessante risulta, nell'indagine di PeopleSWG, il giudizio italiano sulle responsabilità della tragedia che ha colpito l'America. Se quasi il 10% degli intervistati non prende posizione, ben il 46% ritiene che gli Stati Uniti abbiano una parte di responsabilità per la politica storicamente condotta fuori confine. Nella valutazione complessiva emerge dunque, con dimensioni di rilievo, un giudizio parzialmente critico sulla politica americana. Se si vuole sanare il terrorismo internazionale c'è una riflessione da fare - ritiene quasi la metà del campione - anche sugli Stati Uniti. (Inform)


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