* INFORM *

INFORM - N. 182 - 27 settembre 2001

Zoratto sul mancato trasferimento da Vancouver a New York della Commissione Continentale per i Paesi anglofoni

STOCCARDA - Con un messaggio inviato a tutti i membri del CGIE, Bruno Zoratto - "da semplice consigliere ibernato in Germania" - prende posizione a proposito del mancato trasferimento a New York della riunione della Commissione Continentale per i paesi anglofoni, in programma a Vancouver dal 3 al 5 ottobre: nei giorni successivi, quindi, alla cerimonia nella Cattedrale di New York, alla presenza del ministro Mirko Tremaglia, in suffragio dei caduti dell'11 settembre.

Qualcuno - scrive Zoratto - non vuole capire che il CGIE, piaccia o non piaccia, è il "sindacato assoluto" delle nostre collettività, e come tale deve agire, se vuole adempiere alle funzioni istituzionali che il Parlamento gli ha conferito. Non comprendere che il "crimine di New York", dopo la tragedia di Marcinelle è l’occasione unica che ha riguardato la scomparsa di un così folto numero di connazionali, significa non disporre di quella sensibilità politica che ogni Consigliere CGIE sarebbe obbligato ad avere.

Non è piacevole disdire un incontro già programmato, incontro che poteva essere anche fatto in una successiva occasione. Ma, di fronte al crimine di New York, che sta sconvolgendo e "cambiando" le sorti del globo, non capire e comprendere la necessità di essere presenti concretamente ed istituzionalmente come CGIE ad una iniziativa di Stato e di Governo come quel 1° ottobre a New York, mi sembra veramente sconcertante, mi sembra veramente incomprensibile.

Partiticizzare una simile occasione è sbagliato, è fuori luogo. Ho l’impressione, questa volta, che la cocciutaggine toscana dell’amico Bucchino e la permanente lontananza dal Continente americano, lo abbiano estraniato dalla realtà americana, costringendolo ad abbandonare quel "rigore logico" che tutti i membri del CGIE, ma in particolar modo i Vice Segretari Continentali, sono obbligati ad osservare.

Di fronte ai morti in una simile tragedia, non ci possono e non ci devono essere divisioni; gli amici del CGIE-USA ne hanno data una consapevole prova. Il buon senso deve prevalere sulla impostazione di parte, di partito o di parrocchia. Solo così - afferma Zoratto - il CGIE, con i suoi membri, può dimostrare di essere al livello della tragica situazione. (Inform)


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