* INFORM *

INFORM - N. 179 - 24 settembre 2001

I Sindaci di Roma e Sarajevo hanno presentato in Campidoglio un appello per l’integrazione della regione balcanica nell’Unione Europea.

ROMA - "Noi persone della società civile che in questi anni di buio e di dolore ci siamo opposti ad ogni nazionalismo e all'idea che la guerra potesse risolvere i conflitti balcanici, noi donne e uomini che abbiamo imparato a conoscere ed amare questa parte d'Europa come luogo di incontro fra grandi culture millenarie, noi cittadini di un'Europa ancora dimezzata che non sa guardare oltre i propri confini verso una più ampia e plurale cittadinanza europea, vogliamo riprendere il messaggio forte e chiaro venuto dal presidente della Commissione Europea Romano Prodi: "Bisogna muoversi nell'ottica dei paesi balcanici come "membri virtuali" dell'Unione Europea. Per tutti questi paesi, dalla Croazia ai confini greci, il futuro è nell'UE (.), si tratta di ragionare su questo obiettivo fin da adesso".

Inizia così il testo dell'appello "L'Europa oltre i confini. Per un'integrazione dei Balcani nell'Unione Europea: certa, sostenibile e dal basso", presentato, lunedì 24 settembre, in Campidoglio, alla presenza del Sindaco di Sarajevo Muhidin Hamamdzic e di quello di Roma Walter Veltroni.

Il Sindaco di Sarajevo ha ricordato come erigere nuovi confini e non garantire dialogo e diversità fomenti ulteriormente il nazionalismo. Il visto di Schengen rappresenta oramai un nuovo muro di Berlino ed ai confini dell’Unione Europea rischia di esserci un nuovo esercito di gente amareggiata, delusa e discriminata. Di qui il suo sforzo per una Sarajevo aperta a tutta la Bosnia, per la cancellazione dei confini interni alla Bosnia stessa ed il suo forte supporto all’Appello.

Secondo Veltroni apertura e dialogo sono ancor più necessarie oggi, dopo i drammi di New York e Washington, che hanno sconvolto il mondo intero e creato nuove e pericolose tensioni a livello internazionale. Occorre punire i responsabili, ma con altrettanta convinzione promuovere forme di dialogo tra culture e civiltà. Quest’appello mostra nuove e possibili strade.

L'appello, elaborato durante il World Social Forum di Padova dello scorso maggio, ha raccolto un centinaio le firme importanti dall'Italia e dal sud est Europeo di diversa provenienza e ambito di impegno. Tra gli altri hanno aderito i Sindaci di Roma, Venezia, Torino, Sarajevo, Valona, Prijedor, Korca; giornalisti come Paolo Rumiz e Nicole Janigro, intellettuali come Massimo Cacciari e Marco Revelli, uomini dello spettacolo come Marco Paolini e Maurizio Nichetti, professori universitari come Achille Ardigò e Antonio Papisca, personalità del mondo ecclesiastico come Monsignor Pasini e Monsignor Bregantini, esponenti del mondo economico come Carlo Borgomeo e Aldo Bonomi, politici come Achille Occhetto e Giuliano Pisapia e rappresentanti della società civile e dell'impegno sociale come don Luigi Ciotti e padre Alex Zanotelli. Altrettanto numerosi poi intellettuali ed esponenti dai Balcani - tra essi anche lo scrittore Zlatko Dizdarevic, il poeta Abdulah Sidran e l'ex Presidente della Macedonia Kiro Gligorov - e dalle istituzioni europee, compreso il vice-presidente del Parlamento europeo Renzo Imbeni.

L’incontro è stato organizzato assieme dal Comune di Roma, dallICS – Consorzio Italiano di Solidarietà - e dall’Osservatorio sui Balcani, progetto di monitoraggio, analisi e supporto all’intervento non governativo nel sud est Europa. (Inform)


Vai a: