* INFORM *

INFORM - N. 179 - 24 settembre 2001

Da "Pagine, Caracas, del 21.9.2001

CGIE in Cile: Circoscrizione elettorale unica, Autocertificazioni, modifiche Comites e Cgie al Centro dell’interesse dei partecipanti

(Una corrispondenza di Vitaliano Vita, CGIE Venezuela)

SANTIAGO - Con una mozione approvata all’unanimità la Commissione Continentale per l'America Latina ha richiesto di ripristinare la univocità della circoscrizione estero, anche perché la divisione in collegi o ripartizioni territoriali riproporrebbe le opposizioni al voto in loco da parte di alcuni Governi stranieri ospitanti (Australia e Canada).

Riforma Comites e Cgie: pur riconoscendo la subordinazione di queste normative alla legge ordinaria che regolamenterà la elezione dei rappresentanti italiani all’estero, la commissione ha sentito il dovere di riaffermare le decisioni assunte nella precedente riunione di Lima a proposito delle riforme da apportare alla legge del Cgie, in particolare alla necessità di approvare subito il regolamento per le commissioni d’area, prevedendo sin da ora che ai componenti delle singole aree, sia devoluto il compito di scegliere le proprie rappresentanze, sia nel CdP che nella commissione d’area e che i rappresentanti del Cgie siano eletti a suffragio universale.

In merito alle modifiche della legge dei Comites, ferma restando la decisione di richiedere agli stessi propri suggerimenti, si è, tuttavia, consigliato: - di rivedere le modalità di partecipazione dei cooptati ai fini delle singole responsabilità penali amministrative; - di fissare in un numero dispari quello dei componenti che partecipano alla elezione del Presidente, per evitare in caso di parità il commissariamento del Comites;- di suggerire che l’Amministrazione, in occasione delle votazioni, fissi il termine entro il quale gli aventi diritto potranno avvalersi dell’autocertificazione.

Alt all’autocertificazione! - A Santiago, inoltre, è stato detto in forma non ufficiale, da alcuni rappresentanti del Cgie: "alt all’autocertificazione!" Ossia al procedimento attraverso il quale gli ultimi governi del Paese avevano ritenuto di poter risolvere gran parte dei problemi legati ai costi ed alle lentezze dell’Amministrazione. "Perché - ci è stato spiegato - si sarebbero riscontrate alcune irregolarità..." come dire: "dato che si sono verificati dei furti, meglio chiudere le banche...! "

Di fronte alla crisi del funzionamento dei consolati in America Latina (a San Paolo le prenotazioni arriverebbero all’anno 2005) qualcuno sperava che con l’entrata in vigore dell’autocertificazione il lavoro dei consolati si sarebbe trasformato in un lavoro digitale, ossia di collegamento con le reti dell’Amministrazione, (ministeri Interno ed Esteri) e dei comuni, che oggi possono vantare una struttura informatica tale da consentire ai Consolati di interagire con loro giorno e notte in tempo reale, attraverso le banche dati dei ministeri.

Per dare un’idea della convenienza dell’autocertificazione, alcuni partecipanti, prendendo spunto dai dati del Cile contenuti nella relazione della attività consolare svolta nel 2000, hanno fatto rilevare che su 11.211 pratiche, 8413, pari al 73% del totale, riguardano atti dello stato civile (cittadinanza, nascita, matrimonio ecc.) tutti documenti autocertificabili – mentre solo 2790, ossia il 27%, riguardano visti e passaporti. D’altra parte va detto che ci sono voluti anni per apportare alla Bassanini modifiche adeguate alle strutture ed alle tecnologie esistenti, perciò la mancata estensione della autocertificazione agli italiani iscritti all’Aire, oltre a costituire un abuso, procurerebbe danni ingentissimi (centinaia di miliardi in termini di costo e di tempo) sia a carico dei connazionali che dello Stato. Perciò in considerazione che sono stati realizzati dei programmi che consentirebbero gratuitamente di compilare e stampare almeno un centinaio dei documenti di maggior uso amministrativo, è stato richiesto al Ministro Ronca, presente alla riunione, di far conoscere con particolare urgenza gli intendimenti della Amministrazione in proposito.

Una copia dei programmi e dei certificati è stata inviata, oltre che al ministero degli Esteri, anche al ministero degli Italiani nel mondo perché, ove si ritenesse che la documentazione cosi come realizzata risponde alle esigenze della Amministrazione, se ne disponga l’impiego corrente e la dovuta diffusione. (Vitaliano Vita-Pagine/Inform)


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