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INFORM - N. 178 - 21 settembre 2001

Assemblea straordinaria del CGIE a New York? Le perplessità di Claudio Micheloni

ROMA - La proposta di Gianni Farina, vice segretario generale del CGIE per l'Europa e l'Africa del Nord, di tenere un'assemblea straordinaria del CGIE a New York, dopo aver raccolto l'adesione di Franco Fatiga ORA suscita invece le perplessità di Claudio Micheloni, componente del comitato di presidenza. Questo il testo del messaggio inviato, tramite la segreteria del CGIE, a tutti i membri del Consiglio Generale.

Ho letto con attenzione il messaggio di Gianni Farina dove appare con forza tutta la sua sensibilità ed emotività. Non si può che condividere il grido di orrore, dolore e rivolta che lancia Gianni.

La proposta di una riunione straordinaria del CGIE a New York mi lascia però alquanto perplesso.

Sono d’accordo sulla necessità di manifestare la nostra solidarietà alle vittime del crimine contro l’umanità che è stato l’attentato di NY. .Il Ministro Tremaglia ha già annunciato che andrà a NY a nome del Governo italiano a testimoniare la solidarietà al popolo americano e italoamericano in questi terribili momenti. Condivido pienamente questa decisione.

Cerchiamo altre vie, più concrete più consone alla natura al ruolo e al livello del CGIE.

Per esempio chiediamo al Governo italiano di non abbandonare i famigliari delle vittime italiane, nel caso non avessero adeguate coperture assicurative. Allargare, sviluppare ed adeguare il concetto elaborato per tentare di aiutare i connazionali in difficoltà in America latina, qualora ce ne fosse il bisogno, questo va verificato, io no lo so.

Credo però che la più grande dimostrazione di solidarietà che possiamo dare il più grande contributo che possiamo fornire alla lotta al terrorismo è di avere un comportamento lineare e coerente nelle nostre attività quotidiane.

La risposta al terrorismo passa per la strada di una politica mondiale diversa e la politica mondiale non è fatta solo dai governi ma , a mio modo di vedere, è fatta da ogni singolo individuo nelle sue azioni quotidiane.

Per quel che concerne il CGIE, ed i suoi componenti, vuol dire operare in permanenza per una vera politica democratica di partecipazione di integrazione di rispetto, delle culture delle religioni delle idee della libertà e della solidarietà sia nei paesi di immigrazione sia in Italia.

Un’azione di solidarietà potrebbe essere una forte presa di posizione (magari evidenziata con un evento particolare da definire) del CGIE a sostegno del Ministro Tremaglia che nel Governo si sta battendo per non far nascere una legge sull’immigrazione che sarebbe in contraddizione con i principi sopra ricordati. Il Ministro Tremaglia ha preso chiare posizioni sul problema, ricordando a più riprese la storia di milioni di italiani emigrati, ma è chiaro che il Ministro è isolato all’interno del Governo. Il CGIE deve qui fare sentire la sua voce, deve qui dire che il Ministro Tremaglia non può essere la buona coscienza del governo che fa dichiarazioni positive, condivisibili ma poi chi prevale nel governo sono Bossi & compagnia.

Esigiamo che il Governo prenda in giusta valenza le affermazioni del Ministro Tremaglia sul ricongiungimento famigliare, sui contratti a termine, sugli arresti di poveri disgraziati che rischiano la loro vita per la speranza di un domani migliore, riaffermiamo in Italia che immigrato non vuol dire delinquente. Credo che anche questo sia un contributo alla lotta contro il terrorismo.

In conclusione, ritengo la proposta del Segretario Generale di far partecipare i colleghi della Commissione anglofona alla manifestazione prevista dal Governo italiano il 1° ottobre a NY, un po’ più ragionevole visto che comunque quei Colleghi devono rendersi a Vancouver il giorno seguente.

Per queste mie considerazioni sopra brevemente esposte mi pronuncio contro una riunione straordinaria del CGIE a NY, in ogni modo accetterò la decisione della maggioranza del CGIE.

Un caro saluto a tutti. (Claudio Micheloni)

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