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INFORM - N. 177 - 20 settembre 2001

Luisa Morgantini : "Non c'è sicurezza con la produzione di armi, la sicurezza è nella costruzione della giustizia"

ROMA - E' di questi giorni la dichiarazione di Berlusconi sull'aumento delle spese militari. Berlusconi non si è inventato l'aumento delle spese militari italiane nel bilancio dello Stato italiano. Non è del resto l'originalità l'obiettivo di questo governo. Le spese militari purtroppo, anche nelle finanziarie degli ultimi anni, sono state in costante aumento. Lo scorso anno, ancora nel governo di centro sinistra, si è arrivati a superare i 34 mila miliardi, è in previsione una portaerei da quattromila miliardi.

La novità è senz'altro nella mancanza di qualsiasi pudore nell'assumere, approfittando dello shock generale dovuto al terrore scatenato dagli attacchi negli USA, posizioni apertamente guerriere, nel sostegno senza reticenza al piano militare americano di sviluppo delle guerre stellari e nella volontà di arricchire e sviluppare ulteriormente il complesso militar-industriale italiano.

La risposta più efficace al terrorismo globale non può essere l'aumento degli armamenti e delle spese militari in tutto il mondo. L' idea di sicurezza, basata sugli strumenti militari, non è stata capace di neutralizzare la crudeltà e l'efficacia dei terroristi. Bisogna cominciare a praticare il nuovo paradigma della sicurezza, finora confinato tra le volontarie e i volontari della pace o gli accademici: un paese sicuro è quello capace di costruire il dialogo, la cooperazione, la solidarietà sociale.

Per farlo bisogna avere il coraggio di guardare alle contraddizioni e alle disparità sociali generate da un sistema economico basato sul liberalismo, per farlo è indispensabile rimettere in discussione la produzione e la vendita delle armi e finanziare tutti i possibili strumenti civili di gestione dei conflitti: la cooperazione economica con le popolazioni disastrate e sopratutto con le fasce svantaggiate e più colpite, il sostegno alle voci di donne e uomini che nei luoghi del conflitto hanno il coraggio di riconoscere i diritti dell'uno e dell'altro, per farlo è necessaria la costituzione di contingenti di Caschi Bianchi e Rosa preparati eticamente e competenti all'intervento sul campo, indispensabile la formazione alla nonviolenza delle forze dell'ordine, la promozione dei network di donne per la gestione dei conflitti e per lo sviluppo.

Quello che Berlusconi e in modo specifico il suo ministro hanno invece dichiarato è che si trasferiranno i fondi dalla spesa sociale alla produzione di guerra. La solita vecchia storia, il nostro Presidente Pertini è ormai morto, non è più qui a ricordare "meno armi più granai", noi diremmo anche più lavoro, più ospedali, più asili, più case, ma la grande parte di umanità muore ancora di fame o falciata dalle bombe che noi costruiamo.

Allora alle donne e agli uomini che credono che un mondo migliore è possibile, lancio un appello alla mobilitazione comune perchè nel bilancio dello Stato italiano non vi sia posto per l'aumento delle spese militari. La spesa nel bilancio dev'essere per il benessere sociale e non per le armi che portano distruzione e morte. (Luisa Morgantini, parlamentare europea) lmorgantini@europarl.eu.int


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