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INFORM - N. 177 - 20 settembre 2001

Soddisfazione dell’assessore provinciale all’emigrazione Sergio Muraro

Conclusa la missione della delegazione che ha visitato le comunità trentine di Argentina e Cile

TRENTO – Una grande pianura di quasi centomila chilometri quadrati - un terzo dell’Italia - abitata da ottocentomila persone dedite in gran parte all’agricoltura, all’allevamento e allo sfruttamento delle risorse forestali: è la provincia argentina del Chaco, che lo scorso 8 settembre ha dato il benvenuto alla delegazione guidata dall’assessore provinciale all’emigrazione Sergio Muraro e dall’arcivescovo di Trento Monsignor Luigi Bressan, in visita alle comunità trentine del cono sud dell’America Latina.

Della delegazione, rientrata nei giorni scorsi a Trento, facevano parte anche il presidente dell’associazione Trentini nel Mondo Ferruccio Pisoni, il dirigente generale della Provincia Autonoma di Trento Carlo Basani, il responsabile dei progetti di assistenza e cooperazione rivolti agli emigrati trentini in America del Sud Ciro Russo, e inoltre il Coro della Sosat ed un gruppo di giornalisti. Il viaggio è iniziato con una visita alla città uruguayana di Colonia del Sacramento, dove è presente un circolo trentino molto attivo. Ma è nel Chaco, una delle province argentine più povere, dove vivono circa settemila persone di origine trentina, che l’importanza dei progetti attivati dalla Provincia Autonoma di Trento e dalla Trentini nel Mondo fin dai primi anni ’90 è emersa in tutta la sua evidenza.

"La cooperazione con il Trentino ha un valore esemplare per tutta l’Argentina - ha detto il governatore del Chaco Angel Rozas nell’accogliere gli ospiti venuti dall’Italia – e produce conseguenze positive per tutta la popolazione del territorio". Non a caso l’ambizioso progetto "Progano", recentemente varato dal governo chaqueño per fornire assistenza tecnica e formazione agli allevatori di bovini e caprini nella vasta regione dell’Impenetrabile – una foresta che copre il 44 per cento del territorio totale del Chaco - trae esempio da un’analoga iniziativa nel settore zootecnico-caseario avviata proprio dai trentini, il campo sperimentale di Pampa del Infierno, gestito dalla cooperativa Valsugana-Chaqueña.

Nel Chaco sono attive attualmente anche altre tre cooperative trentine: la Trento-Chaqueña, che originariamente aveva come sua missione quella di migliorare le condizioni abitative delle famiglie dei nostri emigrati - quattro nuove case sono state consegnate proprio nel corso della visita della delegazione – ma che ora gestisce anche un punto vendita di prodotti zootecnico-caseario a Resistencia e che sta realizzando un grande macello caprino; la Tirol-Chaqueña, che ha avviato progetti sperimentali nel campo dell’orticultura e della coltivazione dei funghi, per consentire ai produttori di diversificare le loro attività, fino ad oggi centrate sul cotone, e infine una nuova cooperativa per la formazione di assistenti sociali.

I risultati sono già oggi evidenti: in generale, sia le condizioni di vita delle famiglie sia le attività economiche a cui queste si dedicano stanno conoscendo un netto miglioramento. Ma la visita della delegazione trentina è stata anche l’occasione per consentire ai circoli trentini del Chaco di ritrovarsi e di festeggiare: a Saenz Peña l’abbraccio dei trentini d’argentina – a cui si sono uniti per l’occasione quelli dello stato brasiliano di Santa Catarina - è stato particolarmente caloroso. Come calorosa stata l’accoglienza riservata ovunque al coro della Sosat, che ha portato in terra americana le canzoni delle nostre montagne.

Nella capitale argentina Buenos Aires la delegazione è stata ospite invece del locale circolo trentino – uno dei 35 attivi in Argentina – con il quale si è discusso della difficile condizione economica di molte famiglie, a causa della crisi economica del paese. Sempre a Buenos Aires il gruppo, accompagnato dal consultore della Provincia di Trento Mario Frizzera, hanno avuto luogo due incontri diplomatici con il viceconsole Luigi Mercolini e con l’ambasciatore Francesco Genuardi.

Diversa l’atmosfera incontrata in Cile, approdo finale della lunga visita in America Latina, anche se ugualmente festosa è stata l’accoglienza della comunità trentina locale. Dopo l’incontro nella capitale Santiago con l’ambasciatore Emilio Barbarani, che si è complimentato con la Provincia di Trento per il valore esemplare delle attività realizzate, la delegazione si è spostata a La Serena, città costiera dove cinquant’anni or sono arrivò l’ultima grande ondata migratoria proveniente dal Trentino.

A dispetto delle gravissime difficoltà degli esordi, oggi la comunità può vantare un tenore di vita molto buono; alcuni dei suoi membri hanno fatto fortuna, e sono parte della ristretta élite economica che regge le sorti del paese. Qui, insomma, l’esigenza è di ampliare le iniziative di carattere culturale, e non di soddisfare bisogni primari: a La Serena, dove la Provincia di Trento può contare sul suo consultore Renato Albertini, il "fiore all’occhiello" del circolo trentino è rappresentato dalla scuola italiana "Alcide Degasperi", già attiva da alcuni anni, la quale chiede ora un nuovo sostegno per ampliare le sue strutture (in particolare con una biblioteca e un nuovo campo sportivo).

La festa per in cinquant’anni dell’emigrazione trentina ha concluso degnamente una trasferta che l’assessore Muraro ha giudicato estremamente positiva, anche se purtroppo funestata dalle drammatiche notizie provenienti dagli Stati Uniti. Proprio in seguito all’apertura della crisi internazionale è stato annullato tra l’altro uno degli appuntamenti più importanti tra quelli inseriti nell’agenda, l’incontro fra il presidente della Provincia Autonoma di Trento Lorenzo Dellai e il presidente argentino Fernando de la Rua. L’incontro, in ogni modo, è stato solo rinviato ad una data più favorevole. (m.p.-Inform)


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