* INFORM *

INFORM - N. 177 - 20 settembre 2001

Vito d'Adamo: Silenzio a mezzogiorno

FRIBURGO/BR - Non ce l'ho fatta a rimanere, smarrito, davanti al computer, a raccogliermi in solitudine; a non partecipare insieme ad altri e condividere il greve silenzio, dispiegato dall'Occidente, trafitto col mondo civile nelle sue certezze più intime, nei valori fondamentali di libertà e democrazia

Né sono riuscito a resistere davanti al televisore, che replicava tormentosamente l'incubo degli aerei che esplodono con il loro carico d'innocenti nell'allucinante impatto contro le Torri Gemelle, contro il Pentagono; dei grattacieli divampanti, che si disgregano sulle proprie fondamenta tra la polvere, tra i miasmi del fumo. Orrore e paura marcano i volti delle persone, che urlano, fuggono; dei feriti; dei testimoni balbettanti, degli scampati, dei miracolati, mentre scorrono in sovraimpressione frasi, che ripetono le parole estreme di chi era "là dentro", di chi si trovava "lassù", nell'andirivieni frenetico delle emergenze più gravi.

Ed avverti che quanto vedi non è che l'inizio d'una apocalisse programmata, ché nessuno è tanto folle da porre in esecuzione un piano così spietato per il solo gusto di procurare, seppure ad esecrato nemico, rovine e lutti memorabili, sull'onda emotiva dell'odio, fine a se stessa; guasti che provocheranno di certo strazianti ritorsioni.

E ti geli al pensiero che sia proprio sulla messa in atto della rappresaglia che conti l'organizzazione del terrorismo; e ti domandi su quale subdola arma fondi tale preludio di guerra questa armata sparsa in un mondo occulto, contrapposto a quello in piena luce; che si sostiene con traffici inconfessabili, protetta da una rete di complicità tortuose, ma ben articolate; che fa commercio della propria struttura criminale; un mondo del terrore, forse - e non si capisce bene fino a che punto - distinto da quello, che trae consenso e ragione d'esistere da malcontenti, contrasti, fiele e miserie, alimentato dal fanatismo, dal culto della morte, fino al sacrificio estremo, ad uccidersi per uccidere.

In auto e via. Meta non so, ma mi trovo in Consolato. Il Console Serges sta chiamando a raccolta impiegati e visitatori. È mezzogiorno. Pronuncia frasi concise: "Signori, il Cancelliere Schröder ha oggi ricordato le parole del presidente Kennedy, quando affermò d'essere un berlinese. In questi giorni, ed in modo particolare in questo momento, vi sono milioni e milioni di persone in tutta Europa che riflettono su quanto è accaduto negli USA, a New York, a Washington, e che non possono non sentirsi americani".

Tre minuti di silenzio sono un'eternità nel confronto con la propria coscienza, aperta alla partecipazione di un lutto solidale, alle paure che investono il comune futuro, al timore che le prossime decisioni possano essere improntate esclusivamente a sentimenti di vendetta, di odio, nell'applicazione di una sorta di legge del taglione, che consegua l'esito di riportare l'umanità al livello da cui partì, sono millenni, alla scalata della propria evoluzione. (Vito d'Adamo-Inform).


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