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INFORM - N. 176 - 19 settembre 2001

CGIE - Gianni Farina lancia la proposta di un'Assemblea straordinaria del Consiglio Generale a New York. L'adesione di Franco Fatiga

ROMA - "Devo reagire, affermare il diritto a definirmi, come milioni di altri uomini e donne, cittadino di New York e del mondo; a definirmi cittadino cristiano, musulmano, di ogni altro credo fondato sull’amore e sulla solidarietà. Là, in quel villaggio globale ove pulsa tra tanti un cuore italico e che è una meravigliosa mélange di etnie, culture, storie che si sono affratellate all’abbraccio del progresso e della solidarietà. Il villaggio che, accogliendo Albert Einstein, alla domanda: razza, poté leggere la limpida risposta: umana".

Così, da Parigi, Gianni Farina vice segretario generale del CGIE per l'Europa e l'Africa del Nord, in alcune sue riflessioni sul tragico attacco alle Torri gemelle di New York.

Con una proposta conclusiva: riunire l'Assemblea del CGIE a New York: "Sono parte degli umani, modesto rappresentante dei cittadini italiani nel mondo, portatori di forti valori di solidarietà, giustizia sociale, tolleranza. Riuniamolo a New York, nei mesi a venire, il nostro Consiglio. Un’Assemblea straordinaria del CGIE, per la cui realizzazione potremmo annullare impegni già programmati (le riunioni continentali). Un’assemblea per riflettere, partecipare al dolore, lanciare un messaggio, portare solidarietà al mondo italico, a tutte le genti che vivono nella martoriata città del sogno spezzato".

La proposta di Farina ha trovato l'immediata adesione di un altro componente del CGIE, il segretario generale della UIM Franco Fatiga: "Caro Gianni, le emozioni, la rabbia, il cordoglio che tu esprimi nella nota che hai inviato sulla tragedia che ha colpito non solo il popolo degli Stati Uniti ma tutto il mondo libero e democratico, sono i miei stessi sentimenti. L'11 settembre del 2001 è iniziata per il mondo intero una nuova epoca che implica profonde riflessioni e ripensamenti da parte di tutti. La pace, il bene supremo senza il quale non si costruisce quel villaggio globale solidale cui aspiriamo e per cui lottiamo,deve essere l'obiettivo del secolo appena iniziato e che non può essere barattato in nessuna maniera e per nessuno altro scopo.

"E' tempo, quindi, - conclude Fatiga - di agire contro la barbarie del terrorismo senza tentennamenti ma è anche tempo di riflettere serenamente per costruire il nuovo. La tua proposta di tenere a New York un'Asseblea straordinaria del CGIE mi sembra che vada in questo senso e perciò la condivido e la sollecito". (Inform)


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