* INFORM *

INFORM - N. 173 - 14 settembre 2001

"Questa è guerra!"

LOS ANGELES - L'11 settembre 2001 rimarrà, a mio avviso, la data dell'inizio effettivo di una guerra, probabilmente senza esclusione di colpi, tra i Paesi liberi che praticano la democrazia e quelli che fanno della dittatura, del razzismo, del fanatismo religioso e di tutte le pratiche che negano la libertà di culto e di opinione il loro credo filosofico e politico e, insieme a loro, di quelle sette ed individui, a qualunque nazionalità essi appartengano, che traggono vantaggio da tali atteggiamenti.

Detto questo, non posso ora esimermi dall'evidenziare un fatto ormai chiaro: la violenza, che è madre del terrorismo, inizia a volte con la cosidetta :disobbedienza civile", le più o meno dure "dichiarazioni di guerra" di Gruppi che si dichiarano pacifici, ma amano andare in giro con il volto coperto ed armi proprie ed improprie, e volentieri si confondono, in effetti coprendoli, con gli altri Gruppi dichiaratamente violenti; tale violenza, dicevo, è quella che porta poi, nelle sue estreme conseguenze, ai fatti tragici di New York e Washington, cui, sbigottiti, abbiamo assistito ieri. Il mondo purtroppo cambierà, e non in meglio, onde potersi difendere dai vigliacchi e criminali che colpiscono innocenti e strutture civili, e tutti ne subiremo le conseguenze, avendo le misure preventive che saranno adottate, le peculiarità di infastidire e complicare la vita alle persone per bene, molto piu' che ai criminali cui sono dirette.

Vivo da Italiano negli Stati Uniti da trent'anni, ma mai mi sono sentito così "Americano" come oggi: la solidarietà, in questo caso, non è solo un buon sentimento di partecipazione all'altrui dolore, ma anche la preoccupazione per le motivazioni e gli effetti dei gravi attentati perpetrati, che hanno colpito fisicamente il popolo Americano, ma che percepiamo diretti contro tutti noi, facenti parte di Paesi e popoli liberi e democratici.

Ha certamente ragione il Presidente Bush: nessuna pietà per i colpevoli e la massima durezza e punizione possibile sia verso gli autori degli attentati che verso i loro mandanti e complici, essendo tali anche e forse sopratutto chi sapeva e non ha parlato. Vorrei infine fare pervenire a tutti gli Italiani di New York e Washington i sentimenti della mia più profonda simpatia e solidarietà, con un particolare pensiero agli Azzurri della East Coast, nella speranza che nessuno di essi sia stato colpito personalmente nella propria incolumità e nei propri affetti. (Domenico Pisano*-Inform),

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* Coordinatore Azzurri nel Mondo (Forza Italia) per gli Stati Uniti Occidentali


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