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INFORM - N. 173 - 14 settembre 2001

Messaggio di Tremaglia alla Fiera del Levante: Gli italiani nel mondo un grande canale di comunicazione

BARI . Gli italiani nel mondo sono un grande canale di comunicazione: lo ha detto il ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, in un messaggio al presidente della Fiera del Levante.

Lo sono sotto il profilo dei numeri, che parlano di circa 4 milioni di connazionali e di circa 60 milioni di persone di origine italiana che vivono e lavorano all'estero. Lo sono per la capillarità della loro presenza: dall'Europa all'America latina, dal nord America all'Asia, all'Africa. Lo sono, infine, sotto il profilo squisitamente economico.

Da quest'ultimo punto di vista - ha aggiunto il ministro - il fenomeno assume tre aspetti rilevanti: il primo consiste nelle rimesse; il secondo deriva dal fatto che le comunità italiane nel mondo rappresentano un vasto mercato internazionale di riferimento per i nostri prodotti ed un potente veicolo di promozione dello stile italiano; il terzo riguarda le migliaia di imprenditori di origine italiana sparsi per il mondo. Questi risultano essere fondamentali per i notevoli benefici che apportano alla nostra bilancia commerciale in qualità di importatori, distributori dei nostri prodotti nei loro Paesi, per l'azione di lobby nei confronti delle istituzioni del Paese che ospita le loro attività in favore degli interessi italiani e per lo sviluppo della internazionalizzazione del sistema produttivo nazionale attraverso l'attivazione di progetti di collaborazione industriale con le aziende italiane.

Per tutti questi motivi - ha precisato Tremaglia -, obiettivo primario del mio ministero, insieme a quello ormai imprescindibile del voto all'estero, è quello di creare un grande, solido ed organico collegamento tra l'Italia e i suoi figli sparsi per il mondo. Un collegamento che intendo rafforzare attraverso l'ausilio di tre strumenti.

Il primo è quello della rete consolare che necessita di un piano di ristrutturazione e di potenziamento. Il programma di riorganizzazione deve configurarsi, a mio avviso, in termini di adeguamento di organici, strutture e risorse. In questi primi mesi sono riuscito ad ottenere una moratoria di tre anni relativamente alle ipotesi di soppressione di alcune sedi: Spalato, Newark, Bedford, Coira, Mulhouse, Durban, Sion e Neuchatel.

Il secondo strumento è quello della lingua e della cultura italiana. In questo campo intendo in primo luogo avviare una riconsiderazione del contingente degli insegnanti all'estero. Sono convinto che sia necessario potenziare il numero dei nostri docenti nel mondo, assumendo in particolare personale in loco. Proporrò inoltre un aumento dei finanziamenti che il Governo assegna ai corsi di lingua e cultura, così come, nel quadro della riforma degli Istituti di Cultura, intendo rafforzarne il ruolo di collegamento con le nostre comunità all'estero.

Terzo ed ultimo strumento, ma non in ordine di importanza, è quello dell'informazione. Informazione intesa in senso tradizionale, dall'Italia verso i nostri connazionali nel mondo. E informazione cosiddetta di ritorno, che sia cioè in grado di illustrare finalmente agli italiani che vivono in patria chi sono oggi, quale ruolo rivestono e quale patrimonio in termini culturali, turistici ed economici rappresentano i nostri connazionali all'estero.

L'informazione di ritorno - ha concluso Tremaglia - rappresenta un'enorme impresa che farà scoprire le potenzialità di queste persone e darà avvio ad un'azione unitaria sul piano economico e internazionale. (Inform)


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