* INFORM *

INFORM - N. 172 - 13 settembre 2001

Galan alla manifestazione in Piazza San Marco a Venezia

VENEZIA - Il presidente della Regione del Veneto Giancarlo Galan è intervenuto alla manifestazione svoltasi a Piazza San Marco nel corso della quale hanno preso la parola, fra gli altri, il patriarca di Venezia card. Marco Cè, il sindaco di Venezia Paolo Costa, il sindaco di Padova Giustina Destro, e rappresentanti delle forze sociali. "Mai nessuno, neppure nel mondo dell’immaginazione e della fantasia - ha osservato Galan -, aveva concepito un tale scenario di orrore. Oggi sappiamo che in qualche parte di questo pianeta qualcuno non solo lo ha pensato ma anche realizzato con una brutalità agghiacciante. Oggi sappiamo – ha aggiunto – quale è la differenza fra una società civile e una fondata sull’integralismo e sul fanatismo. Non solo gli Stati Uniti ma noi tutti abbiamo subito una dichiarazione di guerra. E’ una dichiarazione di guerra fatta a tutti i popoli che si adoperano per la convivenza civile".

"Ma non possiamo fermarci allo sgomento, ognuno di noi secondo le sue responsabilità e competenze – ha proseguito Galan – deve fare la sua parte e prevenire la nascita di altre atrocità. Terrore ed odio chiamano terrore ed odio, ma nello stesso modo indulgenza ed accondiscendenza porterebbero alla resa di fronte a chi non ha alcun rispetto per la vita". Il presidente della Regione ha richiamato le parole del cardinale che aveva ricordato in una dichiarazione rilasciata nel pomeriggio le parole di Gesù di fronte a fatti di sangue capitati proprio ai suoi giorni. "Se non cambierete modo di pensare e di vivere , perirete tutti". Noi lo abbiamo capito – ha soggiunto Galan – ed abbiamo come fondamento ed aspirazione la pacifica convivenza civile, il dialogo, la democrazia, per questo siamo tutti dalla stessa parte, a fianco di chi ha subito un tale sacrificio di vite innocenti. Legalità e sicurezza sono fondamentali per la convivenza civile. Quando esse sono minate o distrutte ciò che si perde è la nostra stessa libertà. Da oggi nessuno ha più alcuna giustificazione". (Inform)


Vai a: