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INFORM - N. 172 - 13 settembre 2001

Dopo gli attacchi terroristici sugli Stati Uniti - Ruggiero alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato sulle decisioni del Consiglio Atlantico

ROMA - Il ministro degli Esteri Renato Ruggiero ha svolto una relazione presso le Commissioni Esteri e Difesa di Camera sulla decisione adottata dal Consiglio Atlantico che può comportare, a seguito degli attacchi terroristici negli Stati Uniti, l'applicazione dell'articolo 5 del Trattato.

Nel contesto NATO - ha spiegato Ruggiero - , il segretario generale Lord Robertson si è fatto promotore dell’adozione da parte del Consiglio Atlantico di un’importante dichiarazione che colloca gli attentati di New York e Washington nel quadro delle fattispecie suscettibili di far scattare i meccanismi dell’art. 5 del Trattato di Washington. Nel frattempo si è tenuta al quartier generale della NATO una riunione allargata in cui ai Paesi alleati si sono affiancati i Paesi partner della NATO nel quadro del Consiglio di partenariato euro-atlantico. Questo include 46 paesi, tra cui la Russia e l’Ucraina. E’ apparsa con grande evidenza l'unanime solidarietà nei confronti degli Stati Uniti e la condanna del terrorismo. Il sentimento da tutti condiviso è stato che gli attentati di New York e Washington hanno rappresentato un’aggressione non solo agli Stati Uniti, ma nel suo insieme a quella comunità euro-atlantica che nel dopo guerra fredda si è andata richiamando agli stessi ideali di democrazia, nonché ai valori di tutta la comunità internazionale.

Il Consiglio Atlantico si è nuovamente riunito per discutere ed approvare il testo della dichiarazione proposta dal segretario generale. Il Consiglio ha stabilito che se sarà accertato che questo attacco è stato diretto dall’estero contro gli Stati Uniti, esso sarà considerato come un’azione che ricade nell’ambito dell’art.5 del Trattato di Washington, il quale stabilisce che un attacco armato contro uno o più degli alleati in Europa o in Nord America sarà considerato come un attacco contro tutti. Di conseguenza gli alleati NATO degli Stati Uniti sono pronti a fornire l’assistenza che possa essere richiesta.

Il ministro Ruggiero ha poi rilevato che questo articolo è stato al centro della solidarietà della NATO per 50 anni. Esso ha fatto la forza dell’Alleanza e ne ha rafforzato al massimo, con successo, la portata dissuasiva, tanto che fortunatamente esso non ha mai avuto bisogno di essere applicato.

In tempi più recenti, trascorsa l’era della guerra fredda, è stato evidente che la sicurezza degli Stati membri e dell’Alleanza nel suo insieme potevano essere messi a repentaglio da fatti ostili di natura diversa da quelli che erano stati naturalmente presi in considerazione al momento della firma del Trattato nel 1949 e nei successivi anni della guerra fredda. Questa consapevolezza, sviluppatasi gradualmente, ha avuto pieno riconoscimento in occasione del Vertice dei capi di Stato e di Governo della NATO tenuto a Washington nel 1999, cui l’Italia ha partecipato rappresentata dall’allora presidente del Consiglio D’Alema. In tale solenne occasione venne infatti approvato un documento in cui venne precisato che nel nuovo contesto internazionale la sicurezza dell’Alleanza deve tenere conto di rischi di più ampia natura di quelli precedentemente individuati, compresi atti di terrorismo, sabotaggio, crimine organizzato e interruzione del flusso di risorse vitali.

Questo - ha affermato il ministro - è il messaggio squisitamente politico e di grande forza che emerge dalla Dichiarazione, sia a sostegno degli Stati Uniti, che come monito a futura dissuasione di altri potenziali aggressori. Ha ricordato infine che l’attentato alle Torri Gemelle di New York ha investito il luogo di lavoro di oltre 40.000 persone, una comunità che corrisponde per dimensione a quella di una piccola città. L’Alleanza Atlantica, "basata sulla salvaguardia della libertà, della comune eredità, e civiltà dei popoli e sui principi di democrazia, libertà individuale e stato di diritto", ha il dovere di reagire adeguatamente e in piena solidarietà fra tutti gli alleati ad una sfida che colpisce in tale misura la vita di cittadini non solo americani ma di tante nazioni del mondo, fra cui potrebbero figurare anche cittadini italiani. (Inform)


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