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INFORM - N. 171 - 12 settembre 2001

Attacco agli USA - Il Presidente del Consiglio Berlusconi alla Camera: "Noi ci consideriamo, con serena fermezza, in prima linea. Non ci sono ancora elementi certi sulla presenza di connazionali tra le vittime

ROMA - "È stata la giornata più nera della nostra storia dalla fine della seconda guerra mondiale. L'attacco alla sicurezza americana e alla vita civile di due grandi metropoli, fino a ieri ritenute inviolabili ed inviolate, si è riverberato su ciascuno di noi, su ogni cittadino come un elemento di forte inquietudine e di vera profonda angoscia". Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel riferire alla Camera, riunita in seduta straordinaria, sull'attacco terroristico alle Torri gemelle di New York e al Pentagono.

Ha poi indicato le misure messe in atto sin dalle ore successive all'attacco contro l'America. In particolare, la Farnesina ha reso subito disponibile la propria unità di crisi anche per rispondere alla richiesta di informazione di cittadini italiani e stranieri sulla reale situazione e sulla sorte dei propri congiunti eventualmente coinvolti nell'evento.

Il consolato generale d'Italia a New York, insieme alla rappresentanza permanente presso l'ONU e all'ambasciata d'Italia a Washington, ha attivato con tutti i mezzi disponibili l'impiego del personale delle sedi e di cellule di emergenza per fornire ogni possibile assistenza ed informazione sui nostri connazionali residenti e turisti, in stretto coordinamento con l'unità di crisi della Farnesina. Le rappresentanze italiane a New York e a Washington si sono messe tempestivamente in contatto con le forze di polizia americane, gli alberghi, gli ospedali, gli operatori economici, i tour operator italiani per le opportune verifiche. Il ministero degli Esteri ha impartito le prime istruzioni alla nostra rete diplomatica per rafforzare immediatamente le misure di sicurezza e per l'adozione di maggiore prevenzione e tutela del personale italiano. Il ministro degli Esteri Ruggiero, in volo verso la Croazia, è rientrato immediatamente in Italia per seguire da vicino gli eventi.

Le ultime informazioni disponibili relative alla situazione degli italiani eventualmente coinvolti negli avvenimenti - al momento dell'intervento del presidente del Consiglio - non erano ancora precise. Le autorità americane non forniscono liste ufficiali delle vittime; gli ospedali di New York, impegnati al limite delle proprie capacità nella cura dei moltissimi feriti, non sono ancora in grado di dare informazioni ed elenchi sulle persone ricoverate; le liste di imbarco dei passeggeri degli aerei dirottati sono presso il Dipartimento di Stato, non vengono fornite alle ambasciate che ne hanno fatto richiesta ed è probabile che non saranno fornite fino a quando gli investigatori non avranno individuato, investigando nella lista dei passeggeri, i possibili dirottatori.

Si sa con certezza che nelle Torri vi erano alcuni uffici di rappresentanza di società italiane, uffici dell'Istituto per il commercio estero, uffici della regione Friuli Venezia Giulia, uffici della città di Trieste. C'era anche un ristorante a gestione italiana. I primi accertamenti hanno permesso di individuare alcuni italiani che sono salvi, non essendo in tali uffici al momento del disastro. Tuttavia, l'unità di crisi della Farnesina sta ricevendo numerose telefonate da parte di parenti di italiani che avrebbero dovuto trovarsi all'interno delle Torri e che non hanno ancora contattato la famiglia.

Le nostre rappresentanze negli Stati Uniti continuano a seguire costantemente la situazione al fine di acquisire al più presto elementi certi circa la presenza di nostri concittadini tra le vittime. Nei prossimi giorni saranno moltiplicati gli sforzi per un completo ritorno alla normalità nelle comunicazioni, nei trasporti e negli altri settori coinvolti dalle misure di emergenza rese necessarie dagli eventi. La grande crisi deve chiudersi con un consolidamento dell'identità e della fiducia in se stesso del mondo libero.

Berlusconi ha poi affermato che, sul piano politico, la risposta all'attacco antiamericano e antioccidentale dovrà essere meditata, calibrata, ma sufficientemente energica per raggiungere tre risultati decisivi: l'individuazione e la punizione dei responsabili degli attentati, l'eliminazione della loro rete di protezione (a qualunque livello essa si collochi), la costruzione di un sistema di prevenzione e di intelligence che renda impossibile la realizzazione dei piani di morte del terrorismo internazionale.

L'amministrazione americana e le cancellerie europee sanno - e sono già stati presi i primi contatti - che l'Italia, se sarà giudicato necessario, è disponibile a coordinare una nuova sessione del G8, di cui il nostro Paese ha la presidenza sino alla fine dell'anno, per definire al massimo livello l'agenda della risposta da dare ai nemici dell'umanità. In quella, o in altra sede, un progetto serio ed impegnativo per la difesa dell'ordine mondiale dovrà essere definito ed attuato. Noi - ha concluso Berlusconi - ci consideriamo, con serena fermezza, in prima linea. (Inform)


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