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INFORM - N. 170 - 11 settembre 2001

La delegazione della Provincia autonoma e dell’Arcidiocesi di Trento alla festa organizzata dai circoli dell’emigrazione a Saenz Peña

Il grande abbraccio dei Trentini d’Argentina

SAENZ PEÑA (ARGENTINA) – Grande festa trentina a Saenz Peña, comune di 80 mila abitanti nel cuore della provincia argentina del Chaco. Una festa che quest’anno, per la sua terza edizione, ha visto come "ospiti d’onore" i membri della delegazione della Provincia autonoma e dell’Arcidiocesi di Trento – guidata dall’assessore all’emigrazione e cooperazione allo sviluppo Sergio Muraro e dal vescovo monsignor Luigi Bressan – nonché le massime autorità del Governo del Chaco. "Essere qui oggi – ha detto Muraro – è la conferma del fatto che, se si lavora assieme su obiettivi comuni, i frutti non possono tardare a manifestarsi". Frutti che si chiamano sviluppo, solidarietà, recupero delle radici.

Erano almeno 1.500 i "trentini chaqueñi" che i sei circoli trentini della provincia argentina hanno riunito nel "Maracaibo" un grande capannone a pochi passi dal centro cittadino. Tra loro anche numerosi discendenti dei nostri emigranti giunti per l’occasione dallo Stato brasiliano di Santa Catarina. I loro cognomi rivelavano in maniera inequivocabile la provenienza: Campestrini, Giongo, Libardi, Pallaoro, Andreatta, Pelizzari. La maggior parte di queste famiglie è arrivata qui negli anni ’20 e ’30 ma alcune – ad esempio i Pacher, i Puez, i Moser – hanno messo nuove radici nel Chaco sin dall’ultimo quarto del Diciannovesimo secolo. Eppure, la memoria si è conservata, talvolta persino più che in Trentino: i canti e i balli che hanno animato la festa lo testimoniavano in maniera inequivocabile.

Non a caso nei discorsi dei membri delle delegazione - oltre a Muraro e a monsignor Bressan, il presidente della Trentini nel Mondo, Ferruccio Pisoni, il dirigente generale della Provincia, Carlo Basani, e l’instancabile Ciro Russo, vero "motore" della cooperazione fra Trento e il Sud America – il tema del ringraziamento era ricorrente. Grazie ai trentini d’America per avere conservato la memoria, dunque, e grazie per avere contribuito allo sviluppo di una provincia che, se oggi è una delle più floride d’Europa, un po’ lo deve anche a loro. Oggi l’Argentina attraversa una fase molto travagliata, e di questo non possono risentirne anche i trentini del Chaco, di per sé una delle province più povere del paese.

"Il sistema produttivo – scrivono in un documento congiunto i sei circoli trentini locali – è quasi fermo, le risorse finanziarie non esistono o non sono accessibili. I lavoratori soffrono la politica del deficit zero, che autorizza a tagliare gli stipendi e a ridurre servizi pubblici di base quali la sanità, l’educazione e la sicurezza".

Date queste premesse, i progetti messi a punto dalla Provincia, come sottolineato pubblicamente dal governatore del Chaco Angel Rozas, rappresentano una boccata di ossigeno non solo per i trentini ma per tutta la popolazione. Risultati tangibili già ce ne sono, e non solo nel settore economico ma anche in quello sociale: nel corso della festa sono stati ad esempio consegnati i primi 18 diplomi ad altrettanti assistenti domiciliari che presteranno il loro servizio nelle famiglie trentine più bisognose ma anche in tutta la comunità chaqueña, in pieno accordo con il governo provinciale o municipale.

Un ulteriore segno di questa amicizia ormai consolidata è l’intitolazione di un tratto del "paseo", il viale principale della città, ai trentini, dove sorgerà in futuro una "cappella alpina"; in essa verrà collocata una statua di San Vigilio, che monsignor Bressan ha donato alla cittadinanza nel corso di una cerimonia solenne, a cui hanno preso parte le autorità locali e il presidente del circolo trentino di Saenz Peña Jorge Marich Giongo.

Ma in questi giorni l’Argentina ha riservato alla delegazione di Trento anche altre emozioni. In primo luogo, lo straordinario successo del coro della Sosat a Resistencia, la capitale del Chaco: l’enorme folla radunatasi davanti al teatro cittadino ha praticamente "obbligato" il coro appena arrivato dall’Italia, a tenere ben due concerti nella stessa serata. È sufficiente aggiungere che i giornali locali, il giorno dopo, davano la notizia del concerto in prima pagina.

Emozioni di altro genere, anche se non meno intense, sono scaturite dalla visite svolte sinora nelle diverse comunità trentine, per esaminarne i bisogni ma anche per monitorare lo stato di avanzamento dei progetti di assistenza e di cooperazione allo sviluppo. Il gruppo ha visitato il punto vendita della cooperativa Trento-Chaqueña a Resistencia, la cui attività rientra nel più vasto progetto "Progano", sostenuto congiuntamente dalla Provincia di Trento e dal Governo del Chaco. Scopo del progetto, potenziare fattori produttivi di una delle maggiori attività economiche locali, l’allevamento, attraverso il miglioramento del patrimonio genetico degli animali, la costruzione di un grande macello provinciale e l’incentivazione e la nascita di cooperative di produttori che possano garantire ai soci un miglior posizionamento sul mercato. Altra visita a Puerto Tirol, un comune di diecimila abitanti, dove il locale circolo trentino ha appena aperto la sua sede. Qui in passato sono stati realizzati interventi in favore delle famiglie più povere, in particolare per risanare le abitazioni degradate o per costruirne di nuove. Questi interventi proseguono anche oggi, cercando soprattutto di risolvere le emergenze più gravi. Ed in effetti qui la povertà di molte famiglie si tocca con mano. Si tratta comunque – ed è bene precisarlo – di una condizione vissuta con molta dignità e compostezza, lontanissima dal degrado e dalle lacerazioni sociali che si possono vedere nelle grandi metropoli. (Inform)


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