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INFORM - N. 170 - 11 settembre 2001

Norberto Lombardi ricorda Filippo Di Benedetto

ROMA - "La notizia della scomparsa di Filippo Di Benedetto, anche se non inattesa per l’accanirsi del male che da anni l’aveva aggredito, non è meno dolorosa e pesante per il mondo dell’emigrazione", scrive Norberto Lombardi, responsabile Ds per gli italiani all'estero.

"Filippo, infatti, pur da un’angolazione appartata e volontariamente dimessa, è una di quelle persone che hanno contribuito a disegnare il profilo civile e la stessa dignità di alcune nostre importanti comunità all’estero. L’ha fatto trascurando i suoi interessi personali e familiari ed esponendosi a rischi gravi, che, negli anni della dittatura, hanno messo in forse la sua stessa sopravvivenza.

Partito dalla sua Calabria come centinaia di migliaia di altri meridionali per liberarsi dal bisogno e guadagnare una prospettiva di miglioramento, Di Benedetto a Buenos Aires si è ben presto distinto per il suo impegno civile, per la cultura che lo caratterizzava rispetto agli altri immigrati, per l’attenzione che aveva per il movimento politico e associativo e per la capacità di trovare punti di incontro anche con persone e forze che manifestavano posizioni diverse dalle sue, che sono state sempre di coerente collocazione nella sinistra italiana e argentina.

Da dirigente della Filef e del Pci, che a Buenos Aires aveva fondato anche una sua federazione, è stato quotidianamente presente nella dinamica emigratoria. Durante gli anni bui della dittatura si è adoperato, correndo gravi rischi personali, per mettere al sicuro e salvare il maggior numero di perseguitati. Il ritorno della libertà lo ha visto impegnato nelle lotte sociali e in quelle di difesa dello status internazionale dell’Argentina.

La stima di cui era diffusamente circondato lo ha sospinto verso posti di responsabilità in quell’autentico tempio della storia dell’emigrazione italiana che è l’Unione Benevolentia e nel Comites di Moron, di cui è stato per anni il principale animatore. Ha partecipato attivamente alle Conferenze dell’Emigrazione e, facendo uno sforzo sovrumano per contrastare il suo male, a quella sugli Italiani nel mondo.

Oggi lo ricordiamo a tutte i protagonisti dell’emigrazione e a quanti guardano a questo mondo con la consapevolezza degli sforzi che si sono dovuti compiere per realizzare progresso, integrazione e dignità di milioni di uomini. Questo è il saluto ed il ringraziamento che i Democratici di sinistra oggi gli rivolgono, accompagnandolo alle più sincere condoglianze per i suoi familiari", conclude Lombardi. (Inform)


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