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INFORM - N. 169 - 10 settembre 2001

Irregolarità nel rilascio dei visti: precisazioni della Farnesina

ROMA - Con riferimento alle notizie apparse su taluni organi di stampa in merito a presunte irregolarità nel rilascio di visti in alcuni Paesi, alla Farnesina si stigmatizza anzitutto la diffusione di notizie in una fase investigativa che risulta, in alcuni casi, tuttora coperta dal segreto istruttorio.

In quelle citate, come del resto in ogni analoga circostanza passata, la Farnesina ha costantemente fornito agli organi inquirenti, piena, stretta e attiva collaborazione. Nella maggioranza dei casi, d’altra parte, è stata proprio la Farnesina a portare alla luce e a denunciare i possibili abusi. Resta fermo che le eventuali responsabilità soggettive – una volta che venissero accertate – verranno considerate e sanzionate severamente, sulla base delle pertinenti normative.

Va rilevato peraltro, con riferimento ad alcuni degli stessi episodi citati dagli organi di stampa, come dai medesimi articoli emerga trattarsi di vicende da tempo all’attenzione della Magistratura ed in qualche caso già concluse con il rinvio a giudizio e la rimozione dall’incarico degli interessati.

Sul piano più generale, alla Farnesina si ricorda che nel corso degli ultimi anni sono state cautelativamente rafforzate le iniziative, comunque esistenti, volte a prevenire e contrastare eventuali illeciti in materia di rilascio di visti, in collaborazione anche con il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno.

In particolare, tra le misure preventive, sono stati previsti la rotazione del personale addetto al settore in questione, per evitare che si creino posizioni consolidate nella trattazione di queste pratiche; l’invio di frequenti missioni di verifica e controllo da parte dell’Ispettorato Generale e dell’Ufficio Visti della Direzione Generale italiani all’estero e politiche migratorie della Farnesina; la stipula di un accordo con il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno che prevede l’utilizzo di funzionari di polizia negli Uffici visti delle rappresentanze diplomatiche e consolari. Inoltre, nel quadro di specifiche misure di prevenzione rivolte al pubblico, sono state date istruzioni alle Ambasciate di apporre appositi avvisi, anche all’esterno degli uffici consolari, per mettere in guardia i richiedenti di visti ed invitarli a denunziare casi di millantato credito, diffidando al tempo stesso al ricercare contatti con faccendieri e truffatori; in tutti gli uffici consolari è stata affissa una Carta dei Diritti del Cittadino che precisa condizioni e principi delle prestazioni e dei servizi che possono essere forniti.


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