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INFORM - N. 165 - 4 settembre 2001

Commercio Estero: il vice ministro Urso commenta i dati Istat di giugno

ROMA - "I dati diffusi dall’Istat sono positivi ed incoraggianti perché dimostrano le potenzialità del sistema produttivo italiano anche in momenti di crisi internazionale, soprattutto nei confronti dei mercati del futuro". E’ quanto ha dichiarato il vice ministro per le Attività Produttive, Adolfo Urso, secondo cui "la crescita più contenuta delle esportazioni del secondo semestre (+8,7 rispetto al +15,9 del primo trimestre) è diretta conseguenza del rallentamento dell’economia internazionale che incide anche e soprattutto sul commercio mondiale, come dimostrano peraltro i dati negativi nei confronti della Turchia e della Germania. Tuttavia, in un contesto particolarmente difficile va sottolineato come continui ad accentuarsi la propensione dell’Italia ad esportare nei confronti dei paesi che sono giustamente considerati i grandi mercati del futuro, come Cina (+55,2% in luglio), Russia (37,4), e area Opec (33,9) e più in generale verso i paesi emergenti dell’Estremo Oriente e dell’Europa Centrale e Orientale.

Proprio questi dati hanno permesso alle nostre esportazioni di mantenere nel periodo gennaio-giugno un saldo positivo di 2.003 miliardi di lire, rispetto a un valore negativo di 2.612 miliardi di lire conseguito nello stesso periodo del 2000. Vanno però evidenziate le difficoltà che registrano le nostre esportazioni verso i paesi Ue, nei confronti dei quali si registra in giugno un saldo negativo di 843 miliardi a fronte di 42 miliardi dello stesso mese del 2000. Nel complesso, malgrado questo rallentamento, il saldo negativo del primo semestre 2001 ammonta a 321 miliardi, quindi nettamente inferiore rispetto ai 3.934 dello stesso periodo del 2000. In questo quadro congiunturale, con un’economia internazionale in rallentamento, appaiono ancora più opportune le politiche di sviluppo, stimolo e supporto all’innovazione e alla trasformazione del tessuto produttivo che il governo ha avviato e che troveranno ulteriore impulso anche nella Finanziaria in preparazione, rafforzando il made in Italy e rimuovendo gli ostacoli al dinamismo industriale e alla competitività". (Inform)


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