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INFORM - N. 165 - 4 settembre 2001

Trevisani nel Mondo - Paolo Casagrande ha sfilato con la "sua" banda dei pompieri di Ottawa a Pieve di Soligo ed è stato ricevuto in Regione

TREVISO - Bardati alla grande, con elmetti luccicanti e sgargianti giubbe rosse, i componenti della "Ottawa Firefighter’s Band" (Banda dei pompieri di Ottawa) hanno sfilato per le vie di Pieve di Soligo dando fiato agli strumenti in ottone, scortati da bandiere e tanti vassalli della Trevisani nel Mondo, tra scrosci di battimani e volti segnati dall’emozione.

A dirigere il complesso era Paolo Casagrande, con nel petto le aritmie di tante fibrillazioni emotive. Perché questo avvenimento sembrava affiorare da una favola, ed in un certo senso lo era: ma vestita di sogno. Era il grande sogno di Paolo Casagrande, che incarnava l’aspirazione di papà Augusto, pievegino di una famiglia di 13 fratelli e partito da queste amate terre nel 1928 per emigrare in Canada: quello che un giorno la banda diretta dal figlio potesse sfilare nella sua città di origine. E così è stato, dando fondo ad un fatto di grande impatto emotivo, ma anche di profondo significato: per la fierezza di una incancellabile memoria del padre che è trasferita nel figlio, con l'esemplare continuazione generazionale che ne consegue.

Tutto ciò ha anche un canovaccio che è doveroso citare e che ha dei riferimenti: in primis quello del vittoriese Luciano Pradal presidente Atm e giornalista a Ottawa che prende a cuore il caso e telefona alla sede centrale della Trevisani nel Mondo ed avanza la proposta. Viene ascoltato attentamente e gli viene risposto con tre parole: si deve fare! Cominciano i contatti, perché da soli non si fa niente. Viene mandata una lettera al sindaco Giustino Moro, ci sono degli incontri, entra anche l’assessore Pierangelo Gobbato e si concretizza subito quel "si deve fare". Loro, gli amministratori comunali, emigranti non sono stati; ma, siccome buon sangue non mente, hanno assimilato il phatos dei padri: dell’uno, Giovanni, di notevole umanità ed esperienza emigratoria, dell’altro, l’indimenticato Lino Teofilo Gobbato, impareggiabile "pasionario" e cantore del fenomeno migratorio.

L’accoglienza è avvenuta negli spazi esterni della Biblioteca Civica, alla presenza di molti sindaci tra cui Giancarlo Gentilini per il capoluogo provinciale, l’assessore Paolo Speranzon in rappresentanza della Giunta della Provincia, molti presidenti sezionali Atm guidati da alcuni dirigenti centrali. A fare gli onori di casa è stato subito il sindaco Moro che ha messo in evidenza la filosofia del promuovere e conservare la propria identità culturale con l’attaccamento alla radice inteso come aspetto umanissimo e inscindibile dell’indole umana. Impossibile da recidere, anche nel susseguirsi delle generazioni.

Intima soddisfazione è stata quindi espressa dal "conterraneo" Casagrande, stupendamente "malato" di memoria e che ha voluto fare omaggio musicale della sua banda, emblematica e anche pittoresca, in quella che fu l’indimenticata città di partenza del padre: "chissà quante ne avrà combinate in questo giardino", ha detto; rammaricandosi poi di essere venuto a Pieve anni fa con troppa fretta: "sono stato uno sciocco, mi ero fermato solo tre ore, tra cui in chiesa dove ho sentito la congiunzione con mio padre; ma questa gente, questa città meritava ben altro". Ha quindi distribuito ricordi e doni a piene mani, ma con senso mirato e dimostrando di conoscere i destinatari della sua riconoscenza.

Non poteva mancare la messa, in lingua inglese e italiana, concelebrata dal parroco don Giuseppe Nadal, dal cugino don Luigi Casagrande e dal fondatore della "Trevisani" don Canuto Toso.

Conclusione a Villa Bandolini, con cena collettiva di grande atmosfera, secondo i riti più genuini dell’amicizia e della fraternità mondiale.

Organizzato anche un meritatissimo "giorno dopo", con un approdo nella mitica Venezia. Qui sono stati accolti da Gino Bonacin anche per conto del fratello Renato, costruttore della gondola "Ansoeta" trionfalmente insediata nel Museo di Ottawa, che li ha fatti incontrare con i commilitoni pompieri di Venezia ed esibire in un concerto a Campo S. Margherita. E’ seguita quindi una visita allo Squero di San Trovaso dove si costruiscono le gondole. A cura del funzionario responsabile dott. Ubaldino Sampaoli, tutto il gruppo, con banda e accompagnatori al completo, è stato ricevuto e salutato nella sala della Giunta a Palazzo Balbi, con ospitalità alla mensa di Palazzo Sceriman. (Riccardo Masini-Inform)


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