* INFORM *

INFORM - N. 165 - 4 settembre 2001

Una nota della Federazione delle Associazioni Regionali Italiane in Francia

Perchè gli emigrati non hanno votato il 13 maggio?

PARIGI - Abbiamo saputo che il Governo aveva proposto di inserire nella legge attuativa una norma transitoria che in prima applicazione avrebbe permesso il voto per corrispondenza ai soli iscritti all'A.I.R.E. Si trattava di dare una risposta urgente per una immediata attuazione dell'esercizio effettivo del diritto costituzionale di voto attivo e passivo.

Su questa proposta governativa si è aperto poi un dibattito fra gli addetti ai lavori, ed è prevalsa l'infelice idea di non coinvolgere i Comuni nel procedimento elettorale. Per conseguenza si è dovuto rinviare il voto all'estero perchè mancavano i tempi tecnici necessari per realizzare l'anagrafe unica facente capo all'Amministrazione (Ministeri, Ambasciate, Consolati).

Sorprendente! Ma non esiste già presso il Ministero dell'interno qualcosa di simile? Ci riferiamo all'A.I.R.E., centrale che esiste da decenni, ma che ha sempre presentato delle insuperabili difficoltà di gestione e di aggiornamento. Perchè, allora, perseverare in questa direzione? E' più che evidente che il centralismo burocratico, in materia elettorale, non puo' funzionare.

E' stato un grande errore, a nostro avviso, estraniare dalla vicenda elettorale i Comuni, che sono i punti di riferimento principali dei connazionali residenti all'estero. E vorremmo poterlo dimostrare in questo esposto.

Privilegiare lo strumento dell'anagrafe unica per l'organizzazione del voto all'estero significa, in pratica, addossare ai Consolati la quasi totalità delle operazioni elettorali. Ora i nostri uffici consolari non sono in grado, nè è loro vocazione, di affrontare simili prove. Hanno già enormi difficoltà a svolgere i loro ordinari compiti di istituto. Facciamo presente, inoltre, che il M..A.E. sta chiudendo Ambasciate e Consolati in tutto il mondo. In Francia, per esempio, sono stati chiusi ben tre Consolati. Sarebbe assurdo, in queste condizioni, imporre alla rete consolare il fardello della macchina elettorale. Saremmo tutti perdenti: fallirebbe la consultazione elettorale e rallenterebbe ulteriormente la già carente attività dei servizi consolari.

Facciamo tesoro dell'esperienza che abbiamo fatto con le elezioni europee e con quelle dei Comites. In queste elezioni organizzate, appunto dai Consolati, ha votato poco più del 15% degli iscritti. Precisiamo degli iscritti, non degli aventi diritto al voto. Un fallimento.

I Consolati, nel 1991, hanno gestito il censimento degli italiani all'estero. Risultato: sono stati censiti nel mondo solo il 20% circa dei nostri connazionali. Un'altra cocente delusione.

Necessità del coinvolgimento dei Comuni italiani nel procedimento elettorale

L'Organizzazione del voto all'estero, se vogliamo che riesca, deve poggiare essenzialmente sui Comuni. C'è un ufficio elettorale in ogni Comune con uno o più impiegati. Ci sono dunque, tanti uffici elettorali quanti sono i comuni. Al Consolato italiano di Parigi, ad esempio, il solo ufficio elettorale esistente (tenuto da un solo impiegato) deve servire una comunità italiana fra le più numerose del mondo (più di 100.000 italiani), disseminata in un territorio che comprende 5 regioni e 29 dipartimenti (provincie). Un quinto del territorio metropolitano francese.

Eppure si vuole indurre il Legislatore a sopprimere l'A.I.R.E. In un recente comunicato G.R.T.V. si legge:" Per facilitare i censimenti e gli accertamenti elettorali l'Anagrafe comunale sarà di fatto soppressa e sostituita con un singolo schedario nazionale dove confluiranno tutti i dati dei nostri connazionali all'estero " Pura utopia.

Nella prospettiva della creazione dell'anagrafe unica si prospetta l'assunzione di 350 contrattisti per aiutare i Consolati a svolgere un nuovo censimento. Tale provvedimento costerebbe decine e decine di miliardi. Uno spreco di risorse umane e finanziarie. Con una spesa di gran lunga inferiore si potrebbe invece utilizzare il censimento per potenziare le A.I.R.E. comunali. Questo si che sarebbe un ottimo investimento.

Certo, anche per i Comuni il compito di gestire le liste dei cittadini residenti all'estero non è facile, ma, come abbiamo visto, non ci sono soluzioni migliori. I Comuni, essendo radicati nel territorio, possono, con la collaborazione eventuale delle famiglie, delle parrocchie, delle sezioni di partito, delle associazioni locali, delle banche, ecc... tenere aggiornate più di ogni altro ente pubblico le anagrafi degli italiani all'estero. L'A.I.R.E. centrale e le anagrafi create dalla rete consolare sono comunque utili. Devono pero' avere una funzione integrativa, non sostituitiva, delle A.I.R.E. tenute dai Comuni.

Concessione del voto politico, amministrativo e referendario

L'art. 48, 1 comma, della nostra Costituzione recita: "Sono elettori i cittadini, uomini o donne, che hanno raggiunto la maggiore età". Ne consegue che gli italiani all'estero, in quanto cittadini, devono godere del diritto di voto alla pari dei cittadini residenti in Italia. Per diritto di voto s'intende il diritto di esprimere il voto politico, comunale, provinciale, regionale e referendario. Ora, soltanto attraverso i Comuni e possibile far votare i nostri connazionali all'estero in ogni tipo di votazione, sia essa di carattere nazionale o locale.

Con la soppressione dell'A.I.R.E., si nega, in pratica, il voto politico agli emigrati residenti nei Paesi dove non esistono nostre rappresentanze. Si nega altresi a tutti gli italiani nel mondo il voto amministrativo e referendario. Occorre tener presente, a questo proposito, che le collettività locali e specialmente le Regioni, con la "devolution" alle porte, sono destinate ad acquisire quote crescenti di sovranità. Di qui l'importanza del voto amministrativo.

La legge attuativa non è stata ancora approvata. I nostri parlamentari hanno tutto il tempo per riflettere. (La Federazione delle Associazioni Regionali Italiane in Francia)

N.B. I Comuni ci inviano, da decenni, la cartolina elettorale, per ogni consultazione politica, amministrativa e referendaria. LA.I.R.E. dei Comuni, quindi, bene o male, funziona. Necessiterebbe soltanto di essere potenziata in vista del voto per corrispondenza.

(Inform)


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