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INFORM - N. 165 - 4 settembre 2001

Riunito il Comitato di Presidenza del CGIE: si pone la questione della presenza dell'interlocutore politico

ROMA - Nei giorni 3-4 settembre si è riunito a Roma, presso il ministero degli Affari Esteri, il Comitato di presidenza del Consiglio generale degli italiani all'estero. Come ha riferito il segretario generale Franco Narducci nella consueta conferenza stampa conclusiva, nella riunione sono state discusse varie questioni, tra cui in primo luogo la Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-CGIE di cui si attende la convocazione da parte del Presidente del Consiglio, come prevede la legge istitutiva: per il suo svolgimento il Comitato di presidenza ha indicato la data del 4-6 marzo 2002. Preoccupazioni sono state espresse a proposito di alcuni problemi connessi con la legge finanziaria 2002 (congelamento di insegnanti di ruolo all'estero, rete consolare); inoltre si è riflettuto sul voto all'estero (legge ordinaria, anagrafe) e sull'informazione.

Ai due giorni di lavoro ha fatto seguito un incontro con il ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia, che è servito anche a confrontare l'azione del governo con le proposte, le analisi e le riflessioni del CGIE. "Si è trattato - ha detto Narducci - di un incontro sostanzialmente molto positivo che sarà in qualche modo istituzionalizzato o comunque diventerà una consuetudine, tenendo conto che c'è bisogno della presenza, a tutte le riunioni del CGIE, di un interlocutore politico".

A tale riguardo va precisato che la legge istitutiva affida la presidenza del CGIE al ministro degli Esteri o per delega ad un sottosegretario. Ma attualmente, con l'assetto dato dopo la formazione del nuovo governo, non c'è più alla Farnesina un sottosegretario con la delega degli italiani all'estero, mentre nel governo la novità è costituita dalla nomina del ministro per gli Italiani nel mondo. Si cambierà la legge istitutiva del CGIE?

"Se il ministro Ruggiero deciderà di venire alle nostre riunioni (la legge stabilisce che ad ogni riunione del CGIE ci sia una relazione del governo seguita da un dibattito) sarà naturalmente il benvenuto - ha risposto Narducci -. Ma credo che il progetto all'esame sia quello di modificare un articolo della legge istitutiva affidando la presidenza del CGIE al ministro per gli Italiani nel mondo. Questo comunque è un fatto istituzionale sul quale sarebbe inopportuno intrometterci. Noi poniamo la questione della presenza di un interlocutore politico perché il CGIE è un organo politico. Per cui, con la massima considerazione e il ringraziamento che dobbiamo alla direzione degli Italiani all'estero della Farnesina, che sta facendo un ottimo lavoro (il direttore generale è sempre presente alle nostre riunioni), noi abbiamo un bisogno assoluto di avere questa interlocuzione politica". (Inform)


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