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INFORM - N. 164 - 3 settembre 2001

Incontro al CSERPE di Basilea sull'immigrazione: i provvedimenti allo studio oggi nell'UE già applicati agli italiani emigrati cento anni fa

BASILEA - Molte delle misure attualmente in discussione in Italia e in altri paesi europei per regolamentare i flussi d'immigrati extracomunitari furono già applicate ai lavoratori italiani emigrati in Germania alla fine dell'Ottocento. E' quanto emerge dal dossier della rivista scalabriniana "Studi Emigrazione" di Roma dal titolo "L'emigrazione italiana in Germania fra Otto e Novecento", presentato lunedì 3 settembre al Centro Studi CSERPE di Basilea. Alcuni esempi: il sistema delle quote d'ingresso e l'impiego di immigrati strettamente limitato ai periodi di carenza di manodopera furono ideati per la prima volta intorno al 1885 dal governo prussiano di Bismarck proprio con l'occhio rivolto ai lavoratori polacchi e italiani. E ancora: sulla "questione-immigrazione" si vennero a creare già nella Germania di fine Ottocento grossi conflitti d'interessi fra le regioni del Nord, più restrittive e xenofobe, e le regioni del Sud, più aperte e tolleranti.

Lo studio, coordinato dallo storico Luciano Trincia, presenta un quadro globale dei movimenti di lavoratori italiani in direzione dell'Europa centrale e fornisce una serie di riflessioni anche per la realtà attuale. La trasformazione di molti contesti nazionali o regionali da terra d'emigrazione a terra d'immigrazione consente agli autori del dossier di esaminare le misure di politica migratoria di molti Stati dell'Unione Europea con un'ottica più ampia e di identificare anche utili strategie per l'avvenire.

Un ulteriore aspetto di riflessione che emerge dal dossier, che per la prima volta raccoglie contributi di studiosi tedeschi e italiani, riguarda l'ampiezza del movimento migratorio italiano in direzione della Germania in oltre un secolo di storia. "Se si guardano i grandi cantieri apparsi dopo la riunificazione tedesca intorno alla Potsdamerplatz di Berlino - ha rilevato il curatore Luciano Trincia durante la presentazione - ci si renderà conto della ciclicità di alcune dinamiche storiche e sociali. In un'Unione Europea dai confini aperti, cittadinanza europea e stato di migrante non possono essere in reciproco conflitto: una regolamentazione della questione passa quindi in maniera ineludibile anche attraverso la memoria storica di ogni singolo popolo europeo". (Inform)


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