* INFORM *

INFORM - N. 163 - 11 agosto 2001

I DS di Monaco sui fatti di Genova

MONACO DI BAVIERA - Purtroppo il G8 di Genova sarà ricordato per la morte di Carlo Giuliani e le violenze durante e dopo il Summit. Ma prima e durante il G8 - è detto in una nota della sezione dei DS di Monaco - abbiamo assistito alla dimostrazione che una moltitudine di persone, in primo luogo giovani delle ultime generazioni, è nuovamente disponibile ad impegnarsi per un mondo più giusto nel quale si riducano le distanze fra ricchi e poveri, fra governanti e governati, per una globalizzazione dei diritti e della solidarietà in alternativa alle logiche imperanti del profitto e dello sfruttamento.

Per diversi giorni migliaia di persone ed associazioni si sono incontrate nei diversi dibattiti organizzati dal Genoa Social Forum per discutere di "Lotta alla povertà ed alle diseguaglianze", "La globalizzazione e il genere", "La globalizzazione e il lavoro", "Quali meccanismi per la democrazia globale", "Il debito ecologico e sociale del nord del mondo", "Diritti umani e civili", "La politica, le istituzioni, i movimenti", "Debito finanziario", ecc. E la manifestazione del 21 luglio ha visto la partecipazione pacifica e festosa di oltre 200.000 persone, il cui messaggio non può essere cancellato dalla violenza di poche centinaia di "Black Blocs".

Il clima politico in Italia sta cambiando ?

Durante e dopo il summit dei G8 a Genova sono accaduti fatti di una gravità incredibile, come è stato ormai riconosciuto ufficialmente dagli stessi ispettori del Ministero dell'Interno. Le testimonianze raccolte a voce, in Internet, da televisioni e giornali sono note e riguardano poliziotti e carabinieri che lasciano agire i "Black Blocs" ed invece aggrediscono brutalmente persone inermi, siano esse manifestanti o semplici passanti, persino in carrozza a rotelle. Particolarmente grave è ciò che è accaduto nei giorni successivi nella Caserma Bolzaneto, dove per giorni interi lo Stato di Diritto è stato sospeso e sono accaduti fatti degni di una dittatura sudamericana.

Perchè tutto ciò è potuto accadere ?

Il fatto che membri delle forze dell'ordine abbiano pensato di poter fare impunemente quello che hanno fatto, per giorni e giorni, indica che si sentivano autorizzati a farlo. Il clima in Italia sta cambiando. Alcune aree dell'attuale Governo intendono fare un uso sempre più politico di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza: che ci faceva il Vicepresidente del Consiglio Fini in Prefettura a Genova, che ci facevano quattro deputati di Alleanza Nazionale nel Comando dei Carabinieri di Genova durante le giornate degli scontri ? Questa è una linea politica irresponsabile e pericolosa che sta già causando una frattura morale tra una parte del popolo e le sue forze dell'ordine, vissute non più come imparziali ed al servizio del cittadino, ma come nemiche del cittadino che manifesta. Questa frattura ci preoccupa, e riteniamo urgente che dall'interno delle forze dell'ordine non arrivino reazioni di chiusura, ma dialogo, ricerca della verità ed assunzione di responsabilità.

Vincere la violenza.

Dopo Genova il Movimento è chiamato ad esprimersi chiaramente sul problema della violenza. La violenza che sospende la politica e l'intelligenza, annulla la discussione e perfino il conflitto e le sue faticose regole, "espropriando" i sogni e l'impegno delle migliaia di manifestanti pacifici. Dobbiamo vincere il tentativo di usare la violenza di pochi per criminalizzare un'intera generazione, per questo è fondamentale che le varie "anime" del Movimento, i suoi esponenti e portavoce condannino con decisione ogni uso della violenza. Occorre rifiutare la violenza, anche nella sua sola rappresentazione simbolica, fatta di maschere, scudi e divise, perchè questo è il solo modo per dare voce e forza a tutti, perchè questo è il solo modo di isolare i "machisti" in cerca di gloria in piccole battaglie dove a pagare sono sempre altri. In questo senso, molti spunti teorici del movimento femminista e pacifista restano attuali e validi. È importante che lo Stato, sordo ed ostico quanto si voglia, sia riconosciuto come un interlocutore legittimo e necessario, e non come sbirraglia da abbattere o una grata di ferro da piegare a spintoni. È importante che gli agenti di polizia ed i carabinieri siano riconosciuti come dei lavoratori e non dei servi del potere, o o dal cattivo uso che i governi fanno della forza pubblica. Dall'altra parte è altrettanto fondamentale che le istituzioni dialoghino col Movimento, ascoltandolo e dando risposta alle sue domande. Esiste anche una rappresentazione del potere che è in sé violenta e che va rifiutata: quella di una cittadella di pochi, rinchiusa dentro mura inavvicinabili, arrogantemente distante dalla gente e dai suoi bisogni.

I Democratici di Sinistra

La dirigenza dei DS ha sbagliato a ritirare la partecipazione alla manifestazione del 21 luglio. Quando una nuova generazione si esprime, quando migliaia di persone si impegnano per un mondo migliore, il posto della Sinistra deve essere al loro fianco. Esserci: con la propria esperienza, anche per arginare e battere i violenti. Esserci: per dare una "sponda" istituzionale alle richieste dei cittadini e delle associazioni del Movimento. Esserci: per marcare con la propria calma presenza la vicinanza e l'ascolto da parte della politica e delle istituzioni. Esserci: criticamente e dialetticamente, ma esserci. Esserci: come molti semplici militanti diessini hanno scelto autonomamente di fare. Al nostro partito chiediamo ora di battersi a livello nazionale perché su quanto è avvenuto a Genova sia fatta chiarezza e le vittime ottengano giustizia e riparazione. Ma occorre aumentare l'impegno anche a livello internazionale: alla globalizzazione del capitale è ormai inderogabile rispondere con la costruzione di una Sinistra riformista europea e mondiale, in grado di dare risposte coordinate e globali. In questo senso l'altro, la costruzione del Partito Socialista Europeo, superando i ristretti limiti nazionali, almeno - per incominciare - all'interno della Unione Europea.

Genova e gli italiani all'estero.

I fatti di Genova - che hanno tra l'altro coinvolto numerosi cittadini stranieri - colpiscono in particolar modo gli italiani all'estero perchè rappresentano un duro colpo all'immagine del nostro paese. Il governo Berlusconi sta sperperando il credito di fiducia internazionale conquistato dall'Italia nei cinque anni di governo dell'Ulivo e questo ci proccupa e rattrista.

"Un mondo diverso è possibile"

Nel gennaio di quest'anno si è riunito a Porto Alegre (Brasile) il "World Social Forum" (Fondo Sociale Mondiale). Per una settimana migliaia di rappresentanti di associazioni e movimenti, esperti economici e sindacali, scienziati, professionisti e volontari hanno confrontato esperienze, scambiato idee, approfondito analisi, coordinato progetti, "in opposizione al neoliberalismo e ad un mondo dominato dal capitale e da ogni altra forma di imperialismo, impegnati nella costruzione di una società planetaria incentrata sull'essere umano". Migliaia di vittoriose esperienze nonviolente hanno mostrato che quello di un mondo migliore non è un sogno da utopisti. E queste idee, questi progetti, questi sogni - concludono i _DS di Monaco - ci fanno credere con fiducia che, anche dopo i fatti di Genova, anche oltre la violenza vista a Genova, come è stato detto a Porto Alegre "un mondo diverso è possibile", e sta solo a noi costruirlo: a noi, alla nostra intelligenza ed al nostro impegno nonviolento. (Inform)


Vai a: