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INFORM - N. 163 - 11 agosto 2001

CRAIES - V Giornata regionale delle migrazioni

CAGLIARI - Il 4 agosto si è svolta a Buddusò, nella cornice ideale campestre, ove si trova la Chiesa di Santa Reparada, la ormai tradizionale Giornata Regionale delle Migrazioni, proposta dalla Migrantes, organizzata dal CRAIES, con il patrocinio dell'Assessorato al Lavoro - RAS -.

La manifestazione ha avuto inizio con la Santa Messa, cui ha partecipato una folta schiera di oltre 300 emigrati, provenienti da tutte le parti del mondo. E' stata veramente un momento di forte emozione alla quale ha dato voce Mons. Antonio Desogus, missionario sardo a Friburgo, con una omelia sapiente e vibrante.

Ha fatto seguito il dibattito, diretto dall'Avv. Eligio Simbula, Presidente del CRAIES ( Centro Regionale Assistenza Emigrati ed Immigrati Sardi), il quale nell'aprire i lavori ha ringraziato la popolazione locale per la calda accoglienza e tra l'altro ha affermato che la presente giornata vuole essere si momento di sintesi, di confronto e di proposta ma principalmente vuole essere momento di festa per i nostri emigrati che almeno una volta all'anno, vengono festeggiati sia dalle istituzioni religiose e politiche sia dalla popolazione isolana, con una unitarietà di intenti si da ricomporre simbolicamente il popolo sardo nelle sue componenti essenziali dei residenti e non residenti.

Il Sindaco di Buddusò nel dare il proprio saluto all'assemblea si è detto onorato, a nome della popolazione di Buddusò, dell'opportunità loro concessa di poter ospitare una manifestazione così importante e così coinvolgente porgendo i più vivi ringraziamenti algli organizzatori.

La giornata prende corpo e s'intensifica con la relazione ufficiale incentrata sul tema: "Le radici e le ali - i sardi che vivono il mondo, tra passato e futuro" - relatore Don Elia Ferro, direttore nazionale della pastorale emigrati della Migrantes, che ha svolto il suo intervento con un'oratoria brillante e appassionata, da tutti apprezzata, sia per la comunicativa dello stesso relatore sia per i valori estrinseci in essa contenuti.

Don Elia, tra l'altro, ha affermato: " è bello ricordare la parola di un saggio: due sole cose si possono dare ai figli: le radici e le ali".

"La memoria per una comunità è decisamente una componente vitale, anche se non è tutto: " bisogna anche guardare avanti ed avere delle prospettive. Guardare indietro aiuta a capire e deve anche aiutare meglio l'avvenire. Certo c'è chi tende di rimuovere dalla memoria una storia di cinquant'anni duri, pieni di speranza, di rabbia e di voglia di vivere. Ma chi dimentica la sua storia è condannato a ripeterla".

"Bisogna dare visibilità alle comunità all'estero, ridare visibilità alla nuova emigrazione, ridare visibilità politica, ridare anche visibilità storica nelle scuole raccontandola come un capitolo importante della nostra storia e favorendo delle ricerche approfondite".

"Chi ha partecipato alla prima conferenza degli italiani nel mondo, dopo essere stato presente alle Conferenze simili nel 1975 e nel 1988 è uscito con questa significativa espressione: "davvero gli italiani nel mondo sono cambiati, come sono cambiati i tanti emigrati della nostra assemblea che si ritrovano a fare festa con la popolazione locale".

Don Elia ha inoltre ricordato "che l'8 agosto ricorre il 45 anniversario di Marcinelle, dove perirono tra gli altri 136 italiani. Un fatto che ha scosso e segnato il Belgio e la Comunità italiana - una memoria radicata nella pelle e nel vissuto della gente."

Molti e interessanti gli interventi che si sono susseguiti da pare degli emigrati ed ex emigrati e dei rappresentanti le strutture organizzate in emigrazione, che hanno posto in evidenza l'eccessiva burocratizzazione della RAS che talvolta tarpa le ali a determinate iniziative a favore del mondo dell'emigrazione.

Significativi gli interventi di Don Gian Piero Zara, direttore regionale della Migrantes che ha invitato l'assemblea a considerare anche i problemi degli immigrati specialmente degli zingari, presenti in Sardegna, del Presidente del circolo dei sardi a Grenoble, sig.ra Nina Puddu, del Presidente della Federazione dei circoli sardi in Olanda, Mario Agus, del Presidente della Federazione dei circoli sardi in Italia, Filippo Soggiu, del prof. Giovanni Marras del Craies, dell'On. Piero Puddu, Presidente della Ferdinando Santi, del Dr. Pino Dessì, Presidente della Faes, che hanno posto in evidenza che talvolta l'eccessiva burocratizzazione della Regione Autonoma Sarda tarpa le ali a determinate iniziative a favore dell'emigrazione, del Dr. Domenico Canu, Presidente del circolo dei sardi a Berlino, del Dr. Marrone Salvatore, Consigliere della Provincia di Sassari, del Sig. Fiore, dei sigg. Peppino Pisano e Ferruccio Ferreri ed in particolare del Sindaco di Galtellì, che ha ricordato la figura dell'indimenticabile Giovanni Massidda e dell'On. Mario Melis, già Presidente della Regione Autonoma della Sardegna.

L'Avv. Simbula ha dato inoltre lettura dei messaggi augurali di apprezzamento e di proficuo lavoro da parte: - del Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna, On. Efisio Serrenti; di S. E. Mons. Antioco Piseddu, Vescovo di Lanusei; di Mons. Luigi Petris, direttore nazionale della Migrantes; dell'Avv. Mimmo Azzia, Presidente di Sicilia Mondo; del Sig. Giuseppe Murtas, Presidente dell'Associazione Sarda del Queesland Inc. - Australia -; della Sig.ra Ausilia Enna del Circolo dei Sardi di Sydney e del comitato amici Craies nel mondo; del Prof. Sandro Meloni e gentile sig.ra Maria; del Cav. Giovanni Cocco di Behren Les Forbach, facente parte del comitato amici Craies nel mondo; del Sig. Giuseppe Moi, Presidente del circoli dei sardi di Genk; del Sig. Laconi Francesco, Presidente della Federazione dei circoli sardi in Francia;di Mons. Armando Loi, già direttore regionale della Migrantes; dell'On. Avv. Dino De Poli, Presidente della Fondazione Cassamarca, dell'Unaie e dell'Unione Latini nel Mondo.

De Poli ha colto l'occasione per rimarcare, ancora una volta, "che purtroppo nel passato è mancata, da parte delle strutture organizzate in emigrazione, la conoscenza attiva e perciò la consapevolezza dell'influenza culturale che l'Umanesimo Latino ha esercitato in vario modo nel mondo, attraverso l'emigrazione e ha formulato l'auspicio che il Craies, che ha già preso atto attraverso la partecipazione a vari Convegni internazionali, di questi nuovi orizzonti culturali, possa impegnarsi in un lavoro di coordinamento e di promozione, affinché tutte le strutture sarde in emigrazione possano fruire di questa linfa culturale che potrà dare vita ad un 'Umanesimo d'Avanguardia', come noi cristiani lo intendiamo".

I lavori sono stati chiusi dall'Assessore al Lavoro della Regione Autonoma Sarda, Dr. Matteo Luridiana, che con molta disponibilità ma con fermezza ha tenuto, tra l'altro, a precisare: " il mio Assessorato si sta impegnando per ridare forza e vigore ai tanti sardi sparsi nel mondo. Stiamo cercando di utilizzare al meglio le immense potenzialità culturali di chi è riuscito ad inserirsi positivamente nell'economia mondiale. Siamo riusciti, però, a ridare visibilità anche ai nostri conterranei che dall'emigrazione hanno ottenuto poche soddisfazioni. Il mio impegno è attualmente rivolto per riuscire a fare ottenere la pensione minima, che in altre nazioni non esiste, agli emigrati residenti all'estero, cercando di offrire almeno quel minimo di aiuto materiale nella lotta che gli emigrati, in moltissimi casi sono costretti ad affrontare per la pura sopravvivenza".

La serata, in una alternanza di balli e canti coinvolgenti, è stata allietata: dal gruppo folk di Sinnai, diretto magistralmente dal responsabile culturale del Craies, Sig. Luigi Baldinu, dai gruppi folk di Santa Lucia e Sant'Ambrogio di Buddusò, nonché dai Tenores sempre di Buddusò.

Durante lo svolgimento delle manifestazioni folk il Presidente del Craies ha provveduto alla consegna di diplomi di benemerenza e di targhe, a ricordo della stessa giornata. (Sergio Cocco-CRAIES/Inform)


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