* INFORM *

INFORM - N. 162 - 10 agosto 2001

CIR - Rischio di tortura per i curdi rimpatriati in Turchia

ROMA - Il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) esprime viva preoccupazione per il rimpatrio forzato in Turchia dei 10 richiedenti asilo curdi turchi giunti sulle coste calabresi insieme ad altri 630 stranieri all’inizio di luglio. Queste persone, dopo essere state trasferite al centro di prima accoglienza di Borgo Mezzanone (FG), sono state ascoltate dalla Commissione centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato che ha negato loro tale status e non ha ritenuto che vi fossero le condizioni per il rilascio di permessi di soggiorno per motivi umanitari che di solito vengono rilasciati a garanzia del rispetto del principio di non respingimento verso i Paesi di origine ove possono rischiare la propria vita o essere sottoposti a tortura o trattamenti disumani e degradanti (principio di non refoulement).

Contestualmente al provvedimento di diniego è stato loro notificato un decreto di espulsione avverso il quale hanno proposto ricorso presso il Tribunale civile di Foggia. Nonostante la presentazione del ricorso queste persone sono state prelevate dal centro di permanenza temporanea "Regina Pacis" – San Foca ed espulse dall’aeroporto Malpensa mercoledì 8 agosto senza alcun tipo di garanzia che il loro rimpatrio avvenisse in condizioni di dignità e sicurezza.

Sugli esiti dei rimpatri forzati dei curdi in Turchia esiste un rapporto di indagine "Dalla Germania alle camere di tortura turche – I rischi per i curdi rimpatriati in Turchia", realizzato da alcune organizzazioni umanitarie tedesche, che denuncia decine di casi di richiedenti asilo curdi deportati in Turchia dalla Germania, sottoposti a carcerazione e a tortura una volta giunti nel loro Paese di origine.

Il CIR, alla luce di tale rapporto e sulla base della sua esperienza, chiede alle Autorità competenti di adottare tutte le misure necessarie affinché venga sempre garantito il rispetto del principio di non refoulement (art. 33 della Convenzione di Ginevra del 1951) e dei diritti fondamentali della persona, come sancito dalle norme di diritto internazionale. (Inform)


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