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INFORM - N. 161 - 9 agosto 2001

Tremaglia diffida Zaccaria: "la RAI dica la verità sulla missione a Marcinelle"

ROMA – Il ministro per gli Italiani nel mondo, On. Mirko Tremaglia, in merito ai servizi televisivi della RAI sulla missione alla miniera di Marcinelle, in occasione del 45° anniversario della tragedia, ha espresso viva indignazione per come il servizio pubblico, nei suoi tre telegiornali, ha riportato la cronaca degli avvenimenti sui teleschermi italiani.

Il ministro - è detto in una nota dell'ufficio stampa - chiama in causa il presidente della RAI, Zaccaria, segnalandogli il comportamento del giornalista Piero Badaloni, presente durante lo svolgersi delle varie cerimonie e a lungo a colloquio con l’on. Tremaglia, per la disinformazione che ha prodotto. In particolare la RAI, che tanto risalto aveva dato alla negativa presa di posizione del sindaco socialista di Charleroi, ha ignorato completamente l’accoglienza alla delegazione italiana da parte del Governo federale belga, ufficializzata dalla presenza dell’ambasciatore belga in Italia – "Le porgo il benvenuto a nome del Governo federale del Belgio" - dal capo del protocollo reale e dal ministro vallone Jean-Claude Van Cauwenberghe.

L’aver ignorato tutto ciò è servito a nascondere l’ufficialità nella quale si è svolta la missione di Tremaglia.

La RAI, inoltre, ha ignorato l’europeizzazione della tragedia voluta dal ministro che aveva raccolto intorno a sé, accanto alla miniera, i 14 ambasciatori italiani distaccati nelle capitali europee, iniziativa condivisa anche dal presidente della Commissione Europea, Romano Prodi, il quale ha fatto avere a Tremaglia un caloroso messaggio di adesione. Qualche telegiornale ha persino dimenticato il caldo e commovente messaggio inviato dal presidente della Repubblica e le partecipazioni dei presidenti di Senato e Camera a dimostrazione che ieri, in quel cimitero, i martiri di Marcinelle sono stati ricordati da tutte le istituzioni italiane ed europee tramite un ministro della Repubblica Italiana.

Un’ultima precisazione dell'ufficio stampa: il ministro Tremaglia ha proposto, e lo farà ufficialmente presso le istituzioni, che l’8 agosto diventi "La giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo" che è qualcosa di più della "giornata degli italiani all’estero" come definita dai disattenti giornalisti della RAI.

Tremaglia ritiene responsabile della disinformazione il presidente della RAI e i direttori delle testate giornalistiche che non hanno voluto o saputo rendere al pubblico televisivo italiano, che paga anche il canone, il senso della prima missione ufficiale all’estero del ministro per gli Italiani nel mondo, lo spirito che ha animato un gesto di pietà e ricordo e il consenso che questa iniziativa ha ottenuto a tutti i livelli istituzionali, sia europei, sia belgi, sia italiani. La RAI, servizio pubblico - conclude la nota -, ha mancato ad un dovere ed è un diritto di questo ministro ottenere che la verità venga finalmente riconosciuta, pubblicamente. (Inform)


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