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INFORM - N. 160 - 8 agosto 2001

L'assessore veneto Zanon: "Non dimenticare Marcinelle per non abbassare la guardia verso le sfide delle nuove immigrazioni"

MARCINELLE - "Il Veneto non ha dimenticato l’odissea patita dai minatori veneti e italiani nel Belgio negli anni quaranta e cinquanta del secolo scorso. Dei 262 minatori periti nel disastro della miniera, 136 erano italiani di cui 5 veneti, giovani ventenni e trentenni: Dino Dalla Vecchia bellunese di Sedico; Giuseppe Polese trevigiano di Cimadolmo; Mario Piccin trevigiano di Codognè; Guerrino Casanova trevigiano di Montebelluna; Giuseppe Corso veronese di Montorio.

"Oggi 8 agosto 2001, 45 anni dopo la catastrofe, siamo qui a fianco del Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia, e a fianco dei rappresentanti delle Associazioni provinciali degli emigrati veneti e dei figli e nipoti di quelle vittime. Perchè questa cittadina belga è un simbolo. E’ un luogo della storia italiana e veneta dal quale ripartire per affrontare con intelligenza e umanità la sfida che ci pone oggi, nel duemila, l'immigrazione nella nostra regione, nel nostro Paese, nel nostro continente. Sfide di cui sono esempi gli incidenti dei giorni scorsi nelle miniere di carbone romene".

Lo ha detto a Marcinelle - la cittadina belga dove, nell'agosto del 1956, avvenne il tragico scoppio della miniera di carbone "Bois du Cazier" - l'Assessore ai flussi migratori della Regione Veneto Raffaele Zanon, giunto a rappresentare il Veneto e a portare ai discendenti e ai familiari delle vittime il saluto e il ricordo di tutti i veneti. Zanon ha ricordato che oggi ci sono 4 milioni di lavoratori della comunità europea che vivono e lavorano in un paese diverso dal proprio.

Alla fine della cerimonia di commemorazione, incontrando i familiari delle vittime e i rappresentanti delle associazioni, Zanon ha annunciato che la Regione Veneto terrà la prossima conferenza d'area degli emigrati in Europa a Berlino nella primavera del 2002. Ripercorrendo gli eventi di Marcinelle e il contesto sociale ed economico nel quale si sviluppò l’emigrazione italiana in Belgio, l'Assessore Zanon ha ricordato le ingiustizie sociali e lo sfruttamento patito dai nostri lavoratori emigrati che venivano avviati ad un lavoro pericolosissimo e tossico senza preparazione alcuna e alloggiati il più delle volte in strutture fatiscenti.

"Da quel giorno fatidico è trascorso più di mezzo secolo. Oggi gli italiani del Belgio, 270 mila - ha detto Zanon - sono la comunità meglio integrata e più numerosa, cittadini che hanno saputo con sacrifici, intelligenza e tenacia, inserirsi, distinguersi, crescere socialmente ed economicamente, diventare classe dirigente. Tuttavia, cambiata l’epoca e le condizioni storiche, Marcinelle mantiene diversi punti di contatto con alcune questioni dell'immigrazione attuale. Ricordare Marcinelle ci aiuta, cittadini e istituzioni, a non abbassare la guardia verso le nuove sfide poste dall’immigrazione nei riguardi della convivenza civile, del rispetto della legalità e della cultura dei paesi in cui si va a vivere, dell’inserimento degli stranieri in comunità diverse dalle loro, della lotta contro lo sfruttamento del lavoro e le nuove forme di schiavitù. La Regione Veneto si adopererà - ha detto ancora Zanon - affinchè le nuove generazioni venete non dimentichino Marcinelle che è stata un pagina tragica ed importante della storia italiana ed europea".

Nel corso del suo intervento il ministro Tremaglia ha proposto di dichiarare l'8 agosto Giornata internazionale del lavoro italiano nel mondo e si è detto contrario alle proposte di legge che indicano il reato di immigrazione e i contratti a termine per gli immigrati. (Avn/Inform)


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