* INFORM *

INFORM - N. 159 - 7 agosto 2001

Una nota del CEDIEM

Grosso interrogativo sulla nuova legge per gli stranieri in Svizzera

LUGANO - C’era da aspettarselo, considerata la politica spesso antistranieri che caratterizza il programma dell’Unione Democratica di Centro (UDC), un partito governativo che negli ultimi tempi sta ottenendo più di un successo.

Recentemente, quasi in concomitanza con la festa nazionale svizzera (1° agosto), l’UDC ha preso posizione sulla politica di naturalizzazione che il governo centrale intende varare con una nuova legge.

Di principio sembra che il partito di Blocker non sia contrario a concedere la nazionalità svizzera agli stranieri; ma i paletti che pone sono tali e tanti che alla fine sorgono legittimi dubbi.

Partendo dal fatto che la nuova legge sulla naturalizzazione tende fondamentalmente a correggere verso il basso la percentuale di stranieri che vivono in Svizzera (circa il 20 %), l’UDC detta le sue condizioni.

Bisogna conoscere una lingua nazionale (tedesco, francese o italiano); facilitazioni per gli stranieri di seconda e terza generazione devono essere unicamente amministrative; lo "jus soli " non è applicabile in Svizzera (l’automatismo non è accettabile); il passaporto svizzero, adempiendosi tutte le condizioni di legge, dev’essere concesso solo a stranieri di lunga durata sul territorio elvetico; i diritti di Cantoni e Comuni in materia vanno conservati.

A queste condizioni la proposta di legge del governo ne esce smantellata.

Ma giacché ci siamo, l’UDC fa sapere anche altre sue condizioni in materia di politica migratoria. La doppia nazionalità (introdotta in Svizzera nel 1992) non va assolutamente a genio, così come ottenere la nazionalità svizzera con un matrimonio di comodo (essere sposato ad uno svizzero o ad una svizzera non è garanzia di integrazione).

Per dare un senso accettabile a tutto un programma di rottura, l’UDC afferma e richiede (e questo forse può piacere a molta gente) che solo gli stranieri pronti a perpetuare la democrazia svizzera ( ma quale? c’è da chiedersi) possono essere naturalizzati.

Condizioni severe, anzi severissime … con una miccia finale: se non si accettano, l’UDC ricorre all’arma del referendum.

Per quanto è dato conoscere al CEDIEM (il Centro Documentazione e Informazione Emigrazione di Lugano), la posta in gioco è grave e pericolosa: tutti quelli che credono nell’apertura della Svizzera agli stranieri sono avvertiti. Aspettare gli esiti senza far niente sarebbe troppo grave e incosciente. (Inform)


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