* INFORM *

INFORM - N. 158 - 6 agosto 2001

M.C.L. / Movimento Cristiano Lavoratori, Presidenza regionale Emilia-Romagna

Per cercare di capire cosa sta succedendo nel nostro paese

BOLOGNA - L'Italia col G8 e con la manifestazione di Bologna del 2 agosto ha riscoperto le masse in piazza, un fenomeno che non si viveva nel nostro paese dagli anni settanta; certamente nell'umore di fondo della nostra società qualcosa è cambiato e non si può spiegare solo coll'avvento del Cavalier Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi.

Come ha affermato pirotecnicamente l'ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga al Senato "questo non può essere diventato, in un mese, uno stato di polizia"; forse non eravamo più preparati, come opinione pubblica e non lo erano neppure le forze dell'ordine, ad avere a che fare con fenomeni di piazza.

Per cercare di comprendere cosa è successo a Genova può aiutare l'interpretazione dell'on. Egidio Banti, già Vicepresidente nazionale MCL ed eletto nelle liste dell'Ulivo; il Deputato ligure certamente non è filogovernativo e non sospettabile di cattocomunismo, giacché si è formato e milita da sempre nel Movimento Cristiano Lavoratori, organizzazione che è sorta nel 1972 proprio per contrastare la scelta marxista delle ACLI.

Secondo la testimonianza del parlamentare cattolico spezzino, presente alla Chiesa francescana di Sant'Antonio a Boccadasse, scelta dai movimenti cattolici per la loro testimonianza corale in occasione del G8, "l'idea molto chiara che emergeva da quella folle vociante di persone di tutte le età, ma in massima parte giovani e giovanissimi, era che nel corteo ci fossero almeno tre anime, tre componenti. La prima, quella di cui si è parlato, era l'anima violenta: i Black block "ed alcuni altri"; prosegue Egidio Banti "la seconda componente del corteo, assai più numerosa ma certo tutt'altro che maggioritaria, era la componente politicizzata: in larghissima prevalenza militanti di Rifondazione comunista, con bandiere e striscioni, ed anche militanti della sinistra sindacale, in particolare Fiom. Anche i vertici del Genoa social forum, Agnoletto in testa, sono ascrivibili a questa componente. Ma i più, tanti ed ancora tanti di più, erano giovani e meno giovani della terza componente: quanti sono venuti a Genova, certo sfidando le prevedibili violenze, ma non richiamati da queste. Richiamati, invece, dal valore forte di una testimonianza attiva contro il senso di ingiustizia e di limite ai diritti della persona che è provocata dall'andamento del mondo di oggi".

L'interpretazione è che dopo anni di assenza della politica, anche per responsabilità della Sinistra, dove tutto era diventato "efficienza", "tecnicismo" ed "economia", riesplode come un fenomeno carsico l'esigenza di "politica", vale a dire "la ricerca e la scelta degli strumenti e delle proposte adatte per realizzare il bene comune". Purtroppo come in tutti i grandi fenomeni sociali, quando si verificano, trovare il giusto equilibrio è sempre difficile, ma soprattutto è richiesto un grande senso di responsabilità da parte di tutti i leader.

E' inutile negare che la globalizzazione porta con sé pericoli di vario genere: la posizione espressa dai movimenti cattolici a Genova, sotto l'illuminata e solerte guida del Card. Dionigio Tettamanzi, è naturalmente condivisa dal Movimento Cristiano Lavoratori.

La cultura del sociale, in campo culturale, economico e politico, è oscillata dal "collettivismo" degli anni settanta all'"individualismo" degli anni novanta; alla fine del secolo scorso si è accentuata la mancanza della politica. Come si legge nella mozione finale del recente Congresso MCL, si è assistito alla tendenza "ad assolutizzare i problemi dell'economia, idolatrando il mercato, specialmente dopo il fallimento storico del collettivismo, nei suoi presupposti scientifici". Insomma nel campo sociale si sono accentuati i problemi rimasti irrisolti ai quali se ne sono aggiunti di nuovi; tutte queste questioni sono la conseguenza della insufficienza di elaborazione e di iniziativa necessaria per affrontare problematiche in larga misura inedite.

Forse sono finiti i tempi di relativa tranquillità sociale ai quali avevano contribuito scelte responsabili delle grandi organizzazioni sociali di massa; è amaro però costatare che non si erano contemporaneamente approntati i necessari strumenti per dare risposte sul piano della "democrazia economica" e della "economia sociale di mercato". (Prof. Floriano Roncarati, Presidente regionale MCL Emilia - Romagna)


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