* INFORM *

INFORM - N. 158 - 6 agosto 2001

A proposito di Marcinelle….continuano le polemiche

Tutti gli anni siamo andati a Marcinelle a rendere omaggio ai caduti e nessuno ha mai protestato.

Questa volta, invece, prendo atto che il red block del CGIE con un comunicato delirante parte all'attacco con volontà di sfasciare verità storiche, l'immagine di quel grande galantuomo che è il Ministro Tremaglia, ma soprattutto il buon senso.

Vorrei tanto avere la forza di rispondere in modo articolato come lodevolmente hanno fatto altri amici, ma mi cadono le braccia. Non riesco a comprendere il perché di tanto livore: sarà il caldo insopportabile di questi giorni, sarà la delusione della sconfitta elettorale.

Anzi, da inguaribile ingenuo, spero che il comunicato sia apocrifo ed i presunti firmatari si facciano vivi per smentire. (Gian Luigi Ferretti, componete del CGIE in rappresentanza di AN)

- Nel ricordare il terribile "incidente" di Marcinelle nel quale perirono 156 minatori italiani i seguenti membri di CGIE Andrea Amaro, Elio Carozza, Norberto Lombardi, Luigi Sandirocco e Stefano Tricoli hanno diffuso un messaggio nel quale affermano che tra le principali cause che indussero migliaia di italiani a rispondere all'offerta di lavoro in quelle miniere vi e' "la condizione di grave arretratezza in cui il Fascismo aveva tenuto il Mezzogiorno e le campagne italiane". Segue dopo una lunga dissertazione intrisa di luoghi comuni, demagogia e populismo con pretese cattedratiche tipica degli attivisti, intellettualoidi si sinistra.

E' molto facile dimostrare che fra le grandi imprese che il Fascismo ha realizzato in Italia in così breve tempo, le opere nel Mezzogiorno sono certamente fra le più importanti. E citiamo alla lettera "L'economia Italiana fra le due guerre" saggio pubblicato nel 1984, in occasione di questa mostra, dal Comune di Roma, sindaco Ugo Vetere, comunista, sotto l'Alto Patronato di Sandro Pertini Presidente della Repubblica Italiana. In detto volume citiamo da pagina 222 " Sin dall'inizio degli anni venti per impulso di Arrigo Serpieri e di tecnici vicino a lui, la politica agraria fascista conferiva ampio spazio alle iniziative di bonifica. Una svolta nell'attività per il settore si aveva nel 1928. Questa mirava ad ottenere attraverso un piano finanziario a lungo termine, la bonifica integrale di vaste zone del Meridione con un impegno pubblico notevole completato da opere realizzate da privati , che a questo scopo avevano goduto di speciali finanziamenti. Fu certamente un enorme successo. La bonifica integrale veniva posta al servizio dell'autarchia e suo compito era quello di mettere rapidamente a disposizione nuove terre coltivabili, utili al raggiungimento dell'autosufficienza alimentare del paese. In Sardegna la Valle del Sulcis con le nuove cittadine di Carbonia a Nurra, la valle del Belice in Sicilia, il Tavoliere delle Puglie, la piana del Sele che elimentava l'acquedotto pugliese il Volturno ed infine il clamoroso successo dell'Agro Pontino con le creazioni delle città di Littoria, Sabaudia, Pontinia, Aprilia, cui facevano contorno numerose borgate rurali fornite dei servizi essenziali attorno alle quali si addensavano case coloniche dei mezzadri emigrati da altre zone del paese.". Nel 1938 una attenzione particolare merita il cosiddetto "assalto al latifondo siciliano". Proclamato da Mussolini il 20 giugno del 1939 venne creato un apposito ente per la colonizzazione del latifondo siciliano che prevedeva l'appoderamento in unità di 25 ettari provviste dei requisiti essenziali per l'insediamento delle famiglie coloniche". Alla fine del primo anno di lavori i risultati erano superiori alle previsioni: 2507 case ultimate, 300 in corso di costruzione. Otto borghi già edificati, uno per provincia. "Sta di fatto che con il 1941 il crescente impegno della guerra provocava un rallentamento dei lavori destinato ad acuirsi nel 1942/43". "Questa intensa attività di bonifica, pone le premesse di svolgimento che appariranno poi evidenti negli anni del 'miracolo italiano' del dopoguerra con il suo personale tecnico ed esperti operatori".(Giuseppe Galasso).

Questo, cari amici, per quanto riguarda il trascurato Mezzogiorno. Non voglio parlare della politica economica, di quella monetaria e creditizia, della politica fiscale e sindacale e della sicurezza (la mafia fu per la prima volta fermata dal prefetto Mori per poi ricomparire nella prima Repubblica fondata sull'antifascismo e sugli alti valori della resistenza.) Vogliamo fare un confronto solo su alcune situazioni. Al Belice vi sono centinaia di famiglie vittime del disastro di più di 30 anni fa che vivono ancora nelle baracche. A Sarno i containers contengono ancora le vittime dell'alluvione di 10 anni fa. In Umbria le vittime del terremoto sono ancora alloggiate nelle baracche. Da decenni si parla dell'autostrada Salerno -Reggio Calabria. Questo è il metro con cui si misurano le forme di governo. Io sono orgoglioso del Governo degli anni 20 e voi mi fate pena perché non avete nulla di che essere orgogliosi. Voi continuerete ad essere i ruderi di un partito che ha seminato solo miseria, oppressione e morte dovunque ha regnato e continua a regnare.

Per concludere, torniamo ora alle vittime di Marcinelle. Molti di noi erano ancora in Italia in pieno periodo di emigrazione. Il Governo, i sindacati, i patronati, i partiti Comunista, socialista, democristiani etc. erano ben felici di vederli partire e di liberarsi di loro. Meno rompiscatole, meno bocche da sfamare. Essi sapevano benissimo a che cosa quei giovani andavano incontro perché essi stessi avevano trattato con il governo belga: tante tonnellate di carbone, tanti emigranti. E non hanno mosso un dito per difenderli dai soprusi dei padroni.

Dopo la disgrazia hanno pianto per qualche tempo in televisione ma li hanno presto dimenticati. A ricordarli ogni anno siamo stati solo noi grazie a Tremaglia. Siamo stati solo noi del CTIM con l'on. Tremaglia a commemorarli cristianamente e umilmente. Perché non dovremmo farlo anche ora? Di Marcinelle voi vi ricordate solo ora per fare della vergognosa demagogia.

(Enzo Centofanti membro del CGIE Filadelfia, sottoscritto da Domenico Delli Carpini New York Carlo Consiglio Toronto Giovanni Zuccarello Los Angeles)


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