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INFORM - N. 156 -2 agosto 2001

Al IV Meeting internazionale sull’integrazione una tavola rotonda su "La riorganizzazione delle mafie: il business dei clandestini"

Presto le sentenze definitive italiane potranno essere applicate in Albania

FRASCATI - "Stiamo osservando una diminuizione del flusso migratorio dall’Albania verso le coste italiane: Durante il mese scorso il traffico di clandestini si è ridotto del 27 per cento rispetto a quello registrato nel mese di luglio del 2000, il calo è enorme". E’ quanto ha affermato il questore Romolo Napoletano, della Direzione Centrale Polizia Criminale, intervenendo il 2 agosto alla tavola rotonda "La riorganizzazione delle mafie: il business dei clandestini" che si è tenuta nell’ambito del quarto Meeting internazionale sull’integrazione, promosso a Frascati dall’Associazione "Nessun luogo è lontano", i Missionari scalabriniani, il Comune della cittadina laziale. "E’ il risultato – ha proseguito Napoletano – dell’azione delle forze di polizia italiane in Albania e dell’opera di formazione che stiamo dando ai poliziotti albanesi ai fini di un loro rinnovato impegno nella lotta al traffico degli esseri umani".

Il passo che si sta facendo è forte, come spiega il questore, la polizia albanese sta cominciando a prendere coscienza di quelli che sono gli impegni non solo nei confronti degli albanesi ma anche degli Stati che sono meta dei connazionali.

Nel Paese delle Aquile dal novembre dal ’99, Napoletano svolge attività di consulenza giuridica e di monitoraggio e studio dei fenomeni criminali nonché di coordinamento delle attività giudiziaria italiana e albanese, e proprio da questo punto di vista, segnala notevoli progressi: "Siamo riusciti – spiega - a convincere la polizia albanese e soprattutto l’autorità giudiziaria ad instaurare dei procedimenti penali in Albania per fatti o per prove raccolte in Italia. Questo è un fatto nuovo, perché abbiamo tanti latitanti di origine albanese che hanno commesso reati in Italia ma che vivono tranquillamente in Albania consumando altri reati. Ora vengono arrestati e processati anche nel loro Paese d’origine. Negli ultimi sei mesi siamo riusciti ad arrestare 18 grossi latitanti, di cui otto, ricercati in Italia, vivevano in Albania. Il passo successivo – continua il questore – è il riconoscimento in Albania delle sentenze penali italiane definitive, stiamo aspettando il primo caso".

Napoletano ha preparato nell’ambito della sua missione in Albania una ventina di normative tutte impostate a livello internazionale perché "il problema grosso - spiega - è quello di avere un’armonizzazione delle legislazione tra gli stati e, come la "legge sui gommoni" già approvata in Albania, le norme specifiche sulla tratta degli esseri umani inserita nel codice penale albanese e la normativa antidroga". L’Albania al momento è quasi sempre un paese di transito, ci sono albanesi che vanno all’estero ma anche molti curdi e cinesi che transitano verso l’Europa. "Ho fiducia – conclude - nel rinnovamento che si sta compiendo in Albania e devo dire che i segnali della magistratura albanese contro il traffico dei clandestini sono incoraggianti". (Inform)


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