* INFORM *

INFORM - N. 156 -2 agosto 2001

Il vulcano di Genova

ROMA - Vomita ancora lava incandescente, la vicenda degli incidenti a Genova . Ormai è chiaro che qualcosa non ha funzionato, qualcuno non ha fatto bene la sua parte. La realtà dei fatti ci spinge a ritenere che la colata non si arresterà fino a quando non sarà fatta piena luce e possiamo ritenerci soddisfatti perché, per una volta, grazie alla presenza di numerosissimi giornalisti, l’omertà e la paura non hanno impedito la ricerca della verità. L’autorevole invito del Presidente Ciampi ci arma di ottimismo, e la speranza è che presto si possa ricostruire quel rapporto di fiducia tra giovani e forze dell’ordine che ha caratterizzato alcune stagioni della nostra democrazia – i movimenti antimafia e le grandi battaglie in difesa della legalità e della moralità. Il movimento antiglobalizzazione ha ormai inaugurato quella fase del post-politico annunciata dai piccoli segni dei grandi testimoni del nostro pianeta: gli sguardi di Kofi Annan e Mandela, la scarna figura Alex Zanotelli, la determinazione sofferente di Giovanni Paolo II, sono riuscite insieme a provocare quella eruzione inarrestabile di indignazione e di passione che niente riuscirà a fermare.

Non saranno i black blok a fermare il movimento, né le attività screditanti messe in atto dalle multinazionali del global-pensiero, né servizi segreti o sistemi di sicurezza sopranazionali. Gli argini e gli sbarramenti artificiali nulla possono contro il lento, incessante, e copioso procedere della lava. E’ calore umano che si espande inondando i pendii del logico, del politico , del prevedibile che oggi attiene ormai solo al "business ed al marketing". E’ calore ed amore verso l’umanità, verso il suo futuro, verso il futuro dei nostri figli dai cui occhi tutti ci sentiamo guidati. E’ voglia di contare sulle decisioni che pochi prendono in nome del progresso, e che troppi soffrono in nome della modernità. E’ l’eruzione dei duecentomila che diventeranno tanti e sempre più tanti , poiché sono liberi e comunicanti, illogici e non prevedibili, non violenti ma disobbedienti, sono quello che tutti noi siamo quando oggi diamo ai nostri figli alimenti di cui non ci fidiamo, quando ci ritroviamo a temere la pioggia poiché potrebbe determinare inondazioni, quando sdraiati su una spiaggia sentiamo il sole violentarci la pelle e proteggiamo i nostri bambini dallo stesso. Eh si ,sembra paradossale ma oggi questa frase sulla quale solo trent’anni fa mio nonno avrebbe riso è luogo comune: "proteggersi dal sole". Dobbiamo cioè proteggergi dalla nostra fonte di vita.

Il vulcano di Genova non si ferma; accendo la mia radio a manovella inventata e distribuita in Sudafrica; non ha bisogno di corrente ma solo di una carica a manovella o di esposizione al sole. Freeplay si chiama ed in Italia non si è mai vista, troppo pericolosa o eversiva per i grandi marchi delle telecomunicazioni. Mi andrebbe di portarla a Genova e lasciarla in quella piazza dove ha perso la vita Carlo Giuliani , ragazzo del ’78 ammazzato da un ragazzo dell’80: se invece di quel rosso estintore avesse avuto tra le mani questa radio oggi forse sarebbe ancora vivo.

Danzano, danzano spensierati, tra fumi, macerie ed elicotteri minacciosi; la città rombante soffre, per custodire i grandi. Muoiono, muoiono dentro, questi ragazzi di Genova, tra il sangue che resta dappertutto e la speranza di un pianeta più giusto. Niente ormai sarà più come prima. (Massimo Pillera-Inform)


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