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INFORM - N. 154 - 31 luglio 2001

Una convenzione fra la Provincia autonoma di Trento e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare apre la strada a nuovi progetti in campo medico e sanitario

TRENTO – La Provincia autonoma di Trento ha siglato il 31 luglio al centro Europa un nuovo, importante accordo-quadro con una delle maggiori realtà della ricerca scientifica italiana, l’Istituto nazionale di fisica nucleare. Con la firma apposta dal presidente della Provincia Lorenzo Dellai e dal presidente dell’Infn Enzo Iarocci si apre la strada a nuove importanti collaborazioni che coinvolgeranno l’università di Trento e l’intero sistema della ricerca, e che potrebbero sfociare tra l’altro nella creazione di un centro di adroterapia nel Trentino (nel mondo attualmente ce ne sono solamente tre). Dell’uso delle particelle chiamate "adroni" nella lotta ai tumori si era già parlato lo scorso febbraio in un convegno organizzato a Trento dall’Ect, il Centro europeo di fisica nucleare teorica coordinato dal professor Renzo Leonardi, che ha sede a Villazzano. Ora questa possibilità si fa un po’ più vicina, assieme a quella di dar vita ad un ospedale dotato delle tecnologie più avanzate, soprattutto in settori come quello della lotta ai tumori, nel quale il Trentino è stato sempre all’avanguardia, fin dai tempi della famosa "bomba al cobalto".

L’Infn è a detta di tutti una tra le più prestigiose e meno contestate realtà della ricerca scientifica nazionale. Nato esattamente cinquant’anni or sono, ha consentito alla fisica italiana, dominata da un "gigante" come Enrico Fermi, di venire apprezzata in tutto il mondo, con le sue ricerche nel campo della fisica del nucleo, delle particelle elementari e delle interazioni fondamentali. Oggi come ieri il suo prestigio scientifico è indiscusso. "Per il nostro istituto – ha detto Iarocci – questa firma rappresenta un’esperienza nuova. È infatti la prima volta che sigliamo un accordo di collaborazione non con un altro centro di ricerca ma con una realtà territoriale come la Provincia di Trento. Qualche anno fa ciò non sarebbe stato possibile: ma il mondo scientifico è in piena evoluzione, e anche per noi è venuto il momento di aprirci a collaborazioni di questo tipo, che investono un territorio nel suo complesso. Del resto, la scelta del Trentino non è avvenuta a caso: innanzitutto questa provincia si è dimostrata estremamente lungimirante nell’investire risorse in un settore che, com’è noto, in Italia è sempre stato un po’ bistrattato. Inoltre questo accordo è stato preparato da una lunga serie di collaborazioni già in essere da tempo: in particolare con l’Università di Trento, dal 1990, e con l’ITC-irst, dal 1996".

Dellai ha sottolineato invece come questa firma rappresenti "un altro passaggio importante di quella strategia generale posta in essere dalla Provincia, che punta non solo ad intensificare gli investimenti pubblici nel settore ma anche a creare opportunità per la ‘messa in rete’ degli istituti trentini. Oggi l’idea del ricercatore che lavora lontano dagli occhi del mondo, nel chiuso del suo laboratorio, non è più attuale. La realtà è fatta di veri e proprio sistemi territoriali della ricerca, che vanno verso un’internazionalizzazione sempre più spinta. Noi, nel nostro piccolo, stiamo muovendoci nella stessa direzione, e questa firma, che va ad affiancarsi agli accordi siglati recentemente con altre realtà estremamente significative come, nell’area tedesca, la Fraunhofer Gesellschaft, ne è una prova significativa".

Soddisfazione è stata espressa anche dal prorettore dell’Università di Trento Stefano Vitale, e dai professori Dalpiaz, Soncini e Zen, presenti alla firma dell’accordo, che ha valenza triennale. Per lo svolgimento di ciascuno dei programmi di ricerca comuni che verranno concordati fra la Provincia Autonoma e l’Infn verranno stipulati specifici accordi di programma che stabiliranno le forme di collaborazione, nonché l’ammontare delle risorse umane e finanziarie. (m.p.-Inform)


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