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INFORM - N. 152 - 27 luglio 2001

Viaggio della speranza per due neonati palestinesi. Il Presidente della Regione Toscana scrive a Prodi e a Ruggiero, "Fare l’impossibile per impedire la guerra"

FIRENZE - Sono due neonati di Nablus, di appena 1 e 4 mesi, e hanno assoluto bisogno di un intervento chirurgico al cuore. Un intervento che non è possibile effettuare nell’ospedale della città palestinese e che nemmeno può essere effettuato - "per motivi di sicurezza" è la motivazione ufficiale - negli ospedali israeliani. A loro la delegazione della Regione Toscana che nei giorni scorsi è stata in Medio Oriente per ripredere i contatti con le città israeliane e palestinesi che aderiscono al progetto ’Med cooperation’, ha subito offerto la possibilità di un viaggio della speranza in Toscana. E’ già stato contattato l’ospedale pediatrico Meyer e verrà poi interessato per l’intervento l’Ospedale pediatrico apuano di Massa.

Il viaggio della delegazione toscana aveva il compito di far ripartire ‘Med cooperation’, un progetto di collaborazione in campo culturale e turistico, che vede coinvolte, con il coordinamento della Toscana, amministrazioni locali palestinesi (capofila Nablus) e israeliane (capofila Haifa) e che si era interrotto dopo l’inizio della seconda Intifada. Nonostante una situazione politica pesantissima e pericolosamente vicina alla possibilità di un esito militare – questa la valutazione che è emersa anche nel corso degli incontri avuti con il sindaco di Nablus, Gassan Cheka, e con il presidente dell’associazione degli enti locali israeliani, Rabinovich – la missione toscana è riuscita a rimettere in movimento il progetto, registrando la disponibilità di israeliani e palestinesi a riprendere a settembre il lavoro comune. Nel corso degli incontri, sono inoltre state gettate le basi per un gemellaggio tra l’ospedale di Nablus e il Meyer di Firenze.

Visto il drammatico quadro della situazione, il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, ha subito inviato due lettere al presidente della Commissione europea, Romano Prodi, e al ministro degli Affari Esteri, Renato Ruggiero. "Chiedo di fare tutti i passi possibili – ha scritto a Prodi - perché il partito della guerra non prevalga, perché sia fatto anche l’impossibile per perseguire un processo di pace". E al ministro Ruggiero, dove aver sottolineato il valore dell’iniziativa di cooperazione guidata dalla Toscana, Martini ha rivolto l’invito a "svolgere tutta la massima pressione diplomatica perché non prevalga l’azione militare" . (af-Inform)o


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