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INFORM - N. 151 - 26 luglio 2001

Bilancia commerciale: Urso, l’Italia cresce sui mercati del futuro

ROMA - "Dai dati diffusi dall’Istat emergono tre segnali positivi: innanzitutto, l’evoluzione favorevole delle nostre esportazioni che sono aumentate nel maggio 2001 del 7% rispetto al maggio 2000, rafforzando così l’inversione di tendenza già segnalatasi nel mese precedente; in seconda istanza, il netto aumento del saldo positivo della bilancia commerciale (+ 1.005 miliardi, nel maggio 2000 era negativo per 1.247 miliardi) dal momento che le importazioni crescono ad una ritmo quattro volte minore (+1,7%) rispetto alla crescita delle esportazioni; infine, cosa ancor più significativa, la crescita delle esportazioni nei confronti di quelli che saranno i mercati del futuro, come dimostra il dato della Cina (+ 48%), seguita dall’area Opec (+ 34%), dalla Russia (+ 29,4%) e dai Peco (+27,4%)". Lo ha detto il Vice Ministro per le Attività produttive, Adolfo Urso, commentando le statistiche diffuse dall’Istat in

"Vi è inoltre da registrare come siano cresciute non solo le esportazioni nei confronti dei Paesi extraeuropei – ha aggiunto Urso – ma anche quelle nei confronti dei Paesi Ue, con un dato positivo del 5,7% rispetto ad una crescita delle importazioni di appena lo 0,7%. Nello specifico, il saldo commerciale è risultato positivo per 365 miliardi tanto più significativo se si confronta con il valore negativo di 814 miliardi dello stesso mese del 2000. In tal caso, la crescita delle nostre importazioni nei confronti dell'area Ue è di 8 volte superiore alla crescita delle importazioni.

Queste tendenze trovano conferma anche nell’evoluzione dell’interscambio in termini reali: nei primi quattro mesi del 2001, le nostre esportazioni in quantità (+ 10,6%) crescono ad un ritmo maggiore dei volumi dell’importazione (+ 7,1%).

Per quanto riguarda le variazioni tendenziali dei singoli settori di attività economica, va evidenziata come questa riguardI innanzitutto i prodotti del made in Italy (agricoltura e pesca + 33,7%), cuoio e prodotti cuoio ( + 20,4%), tessile e abbigliamento ( + 20,1%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+ 19,9%), i quali evidentemente riescono a farsi apprezzare anche nei mercati a noi culturalmente più lontani, quali sono certamente la Cina e i paesi Opec. Questi trend sono di grande auspicio rispetto alle ulteriori potenzialità di crescita nei confronti dei cosiddetti "mercati del futuro", verso i quali deve essere posta la massima attenzione da parte degli istituti predisposti all’internazionalizzazione della nostra economia.

Questi elementi positivi non devono però far dimenticare – ha concluso Urso – che resta una difficoltà di penetrazione per i beni intermedi e di investimento. Inoltre, la drastica diminuzione di importazione di macchine e apparecchi meccanici (- 8,4%) deve farci riflettere sui noti ostacoli al dinamismo, allo sviluppo e alla innovazione delle imprese sui quali il governo sta intervenendo anche con l’introduzione della Tremonti bis". (Inform)


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