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INFORM - N. 148 - 23 luglio 2001

Il presidente della Regione Toscana al direttore del Corriere della Sera

Montanelli, maledetto toscano libero fino all’ostinazione

FIRENZE -"So che l’indirizzo cui invio questa partecipazione di dolore è quello giusto. La casa di Indro Montanelli era la redazione: quella del giornale che lei dirige, soprattutto, ma di quante altre testate!Insomma, la redazione come perifrasi di un mestiere e di un impegno, di una vocazione". Comincia così il messaggio che il presidente della Regione Claudio Martini ha inviato oggi al direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli per esprimere il suo cordoglio e quello di tutti i toscani per la morte di Indro Montanelli. "Se non scrivo muoio", aveva detto Montanelli. Il presidente ricorda questa questa frase dove, afferma, "mi sembra sia racchiusa la storia di un uomo così importante per l’Italia".

"Era un maledetto toscano - prosegue - un conservatore purosangue, un uomo libero fino all’ostinazione. Al quale tutti dobbiamo qualcosa".

Ma la lezione di Montanelli non muore con lui. "Troppo spesso i giornali - scrive Martini - ricevono critiche che, più giustamente, dovrebbero essere indirizzate al mondo che essi descrivono: se i giornalisti sapranno conservare la lezione che Montanelli ha dato loro, il loro ruolo sarà sempre fondamentale, anche in questo mondo che cambia alla velocità della luce". (Inform)


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