* INFORM *

INFORM - N. 147 - 21 luglio 2001

Una nota di GrazianoTassello sull'Assemblea del CGIE di luglio

In mezzo al guado, in attesa di segnali nuovi e qualificanti

L’assemblea generale di luglio del CGIE ha assistito al debutto come ministro di un membro del Comitato di presidenza del CGIE, l’on. Mirko Tremaglia. Era presente all’incontro anche un altro membro del CGIE, il sen. Learco Saporito, nominato sottosegretario di stato. In attesa della definizione delle competenze del nuovo ministero, in apertura dei lavori il neo ministro per gli italiani all’estero ha manifestato la ferma intenzione di condurre in porto alcune importanti riforme disattese da troppo tempo, sempre nella speranza che gli altri membri del Governo e del Parlamento entrino in sintonia con le sue aspirazioni e deliberino concordemente.

L’incontro di luglio si è subito trasformato in un primo round in cui sono affiorate le schermaglie di consiglieri legati idealmente ai partiti di maggioranza o di opposizione. Questi ultimi hanno insistito sulla necessità di una chiara distinzione di ruoli per evitare ipotetici conflitti di interesse. Tutti concordano sulla necessità di procedere di comune accordo sulle questioni di fondo concernenti le comunità residenti all’estero, sebbene non appaiano molto nitidi i contorni delle "questioni di fondo".

L’assemblea di mezza estate costituisce ormai il momento tradizionale in cui si deve fare i conti con le inadempienze delle istituzioni e con i tagli apportati dal Governo, che rendono sempre più precario l’inizio del nuovo anno scolastico per chi vive nell’emisfero boreale. Si prende atto di perenni manovre di aggiustamento per attutire i tagli e per celare le incongruenze di una politica linguistica e culturale che, se perseguita nel tempo, distruggerà ogni aggancio reale con le comunità e si limiterà a proporre l’italiano come lingua di cultura per poche élites. Purtroppo, in questo contesto, il CGIE sembra destinato ad esercitare soltanto il ruolo di frangiflutti tra le comunità e le istituzioni.

Alcune modalità di lavoro assembleare portano a disfunzioni che rischiano di far ritenere importanti solo il tempo dedicato al question time e all’approvazione di ordini del giorno – anche se, di solito, non pochi consiglieri disertano tale sessione.

Ma nell’Assemblea di luglio sono emersi alcuni aspetti positivi che fanno intuire la voglia di una salto di qualità. Accanto alla nuova bozza per i piani paese, che ha visto coinvolti nella rielaborazione le due Direzioni generali ed il CGIE e che costituirà una autentica cartina di tornasole per i Comites e per le altre forze sociali impegnate nel campo linguistico, le novità più significative provengono dal monitoraggio sull’atteggiamento di alcuni ministri del Governo nei confronti degli immigrati e da una nuova visione di solidarietà globale che coinvolga le comunità italiane che a volte danno la sensazione di limitarsi a cercare soluzioni ai loro problemi immediati. L’accenno fatto sul Perù e sull’Africa vanno ben oltre le reiterate suppliche dei membri dell’America Latina sulla poca attenzione ai bisogni dei più poveri, frutto spesso di inadempienze istituzionali e di poca volontà ad utilizzare la risorsa "comunità italiane" nella politica internazionale.

Bene ha fatto il Direttore generale Marsili a ricordare gli impegni che la sua Direzione intende portare avanti, anche in ottemperanza ai dettami della Conferenza di Roma del 2000, purché il Governo ed il Parlamento rispettino le promesse con leggi innovative e stanziamenti adeguati.

Gli impegni assunti per la Conferenza Stato-Regioni-CGIE, in dirittura di arrivo - la conferenza dei giovani rimane ancora una ipotesi di lavoro che attende il consenso del Governo - non devono però significare l’accantonamento di vecchi problemi che riaffiorano in ogni dibattito e che svelano percezioni assai diverse all’interno dei componenti del CGIE. Basti ricordare la vexata quaestio degli insegnanti di ruolo (il loro grado di preparazione in campo linguistico e pedagogico, il loro ruolo di traino e di stimolo nell’aggiornamento degli altri insegnanti, le sperequazioni salariali tra insegnanti di ruolo e non, la loro sostituzione con insegnanti assunti in loco) e la discussione sugli enti gestori: tutti ambiti che esigono un momento di approfondimento che si tramanda ormai da troppo tempo.

Come ha sostenuto il senatore Bianchi, commentando il lavoro della IV Commissione "Lingua e cultura", il CGIE è in mezzo al guado in attesa che spuntino segnali nuovi e qualificanti. Questa attesa, normale in ogni cambiamento di governo, non deve risultare in una ulteriore scusa a perseguire la politica dei rattoppi perenni. Sono le comunità stesse ad invocare una svolta innovativa ed una visione di insieme per non diventare folla anonima. (G. Tassello-Inform)


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